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Lo studio di una vittima del colera consente importanti progressi nella comprensione dell’origine della malattia

Alcuni ricercatori hanno identificato il ceppo del battere del colera responsabile di una pandemia che ha fatto milioni di morti nel XIX secolo. Gli scienziati sono riusciti a sequenziare il genoma di questo patogeno analizzando resti ben conservati dell’intestino di una vittima morta nel 1849, conservati in un museo di Filadelfia.

« Conoscere l’evoluzione di una malattia infettiva rappresenta un potenziale enorme per capirne l’epidemiologia ed i fattori che ne favoriscono la trasmissione tra gli esseri umani », spiegava il Dr Hendrik Poinar, uno dei coautori dello studio pubblicato nel gennaio 2014 sulla rivista New England Journal of Medicine.

L’origine del battere responsabile del colera è rimasta a lungo un mistero. Questo patogeno che si annida negli intestini delle sue vittime non colpisce mai i denti o le ossa, rendendo dunque difficile il prelievo di DNA. Per gli autori dello studio, « questi lavori consentono di migliorare considerevolmente la comprensione delle origini di questo battere e sono di buon augurio per migliori trattamenti e, potenzialmente, una prevenzione ».

Il colera è un’infezione intestinale acuta dovuta ad un battere che si trasmette per via diretta. Stando all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) fra 3 e 5 milioni di nuovi casi di colera, di cui 100’000 mortali, sarebbero dichiarati ogni anno, principalmente nelle regioni povere del pianeta.

Luc Fournier