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Febbraio 2014 - Il diritto all’informazione secondo i nostri media

Censura delle campagne LSCV da parte dei giornali 24 Heures e la Tribune de Genève

Novembre 2013 : la LSCV indice due campagne d’informazione sull’utilizzazione di risorse pubbliche per il finanziamento della sperimentazione animale.
La prima campagna riguarda il cantone di Ginevra ed in particolare il coinvolgimento della sua università nel progetto del Campus Biotech volto alla creazione di un nuovo centro in cui saranno detenuti una decina di migliaia di animali in attesa di essere sottoposti a sperimentazione.
La seconda campagna mira il cantone di Vaud. Intitolata « I contribuenti vodesi finanziano sperimentazioni animali crudeli ed inutili », il messaggio è chiaro. Le fonti dei dati comunicati sono allegate e verificabili.

La stampa romanda non riferisce su alcuna delle due campagne. Poco importa, la LSCV è abituata a questa situazione e pertanto si incarica di pubblicare sui due principali quotidiani romandi, la Tribune de Genève (TdG) e 24 Heures, due annunci che informano su queste campagne.
Dunque, delle inserzioni pubblicitarie. Come quelle che vantano i meriti di un profumo o di un bolide.

Ai primi di dicembre contattiamo dunque il servizio pubblicitario di Tamedia, proprietario di questi due giornali. Il contatto è validato il 12 dicembre 2013 e prevede la pubblicazione di tre inserzioni in prima pagina della TdG i 13, 18 e 20 dicembre,

 

nonchè la diffusione di un banner pubblicitario sulla homepage del sito internet della TdG dal 16 al 22 dicembre 2013.
Per 24 Heures, sono programmate due inserzioni in prima pagina i 16 e 18 dicembre 2013,

nonchè la diffusione di un banner pubblicitario sulla homepage del sito internet, sempre dal 16 al 22 dicembre.

La prima inserzione appare in prima pagina della TdG il 13 dicembre. Telefonata il giorno stesso di Tamedia alla LSCV. La totalità della campagna d’informazione è annullata per via dell’opposizione delle redazioni dei giornali.

Contattate sui motivi della censura, il redattore capo di 24 Heures Thierry Meyer è il primo a rispondere il 23 gennaio 2014. Accusa la LSCV di servirsi di un’argomentazione « senza dubbio volutamente parziale ». « Le accuse mosse contro l’EPFL e l’UNIL sono troppo generiche per poter scartare qualsiasi rischio di violazione della personalità in senso civile, se non addirittura diffamazione in senso penale contro queste due istituzioni » conclude da esperto in diritto. E che altro ancora?

La LSCV fonda le proprie campagne su fatti comprovati, precisi e documentati. Tutte le fonti di informazione denunciate sono consultabili e tratte da documenti di pubblico accesso. A tutt’oggi, nessuna azione giuridica ha potuto mettere in causa le informazioni comunicate dalla LSCV o dalle sue pubblicazioni.

Sollecitato a due riprese, il redattore della TdG finisce col risponderci il 4 febbraio, servendosi dello stesso argomento giuridico: « rischi esagerati di violazione della personalità in senso civile, se non addirittura diffamazione in senso penale. Abbiamo pertanto ritenuto opportuno non pubblicare le inserzioni da voi proposte ». Che coraggio.

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Quando un giornale di informazione si trasforma in giornale di opinione

In fondo perchè stupirci della censura della TdG contro la nostra campagna se guardiamo un pò più da vicino il suo contenuto redazionale ? Quello che più colpisce è sicuramente l’articolo pubblicato in prima pagina il 28 dicembre 2013, in cui si svelavano le « personalità ginevrine del 2013 », elette dai « lettori » del giornale.

Al sesto posto troviamo uno dei più grossi sperimentatori dell’università ginevrina ed al nono posto « Ernesto Bertarelli, ex proprietario di Serono, che ha permesso l’insediamento del Campus Biotech a Sécheron riacquistando i suoi vecchi locali insieme al miliardario Hansjörg Wyss ». Niente meno. Ma la cosa ridicola viene dopo: si scopre che questi laureati hanno ricevuto una manciata di voti… Qualche voto allorchè il giornale dichiara 125'000 lettori ed una tiratura carta di 45'000 copie ? A questo punto è utile leggere il testo esplicativo per capire. Queste « personalità ginevrine dell’anno » sono di fatto uscite da un elenco di 20 nominativi scelti dalla redazione ! Ed invece di lettori in senso lato, questa stessa redazione ne ha scelti 255 nella sua cerchia di lettori che dunque non hanno potuto fare altro che « votare a grande maggioranza » per la scelta della direzione. Bella lezione di deontologia.

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Quale indipendenza della stampa in Svizzera?

In seguito alla fusione avviata nel 2009 con Edipresse, il gruppo editoriale Tamedia è diventato proprietario della quasi totalità delle testate svizzere.

Sul versante romando, Tamedia è proprietario o detiene parti importanti nei seguenti organi di stampa: 20 Minutes, 24 heures, la Tribune de Genève, Le Matin, Le Matin Dimanche, Le Journal de Morges, Le Temps, Lausanne Cités e GHI.
Ultimi giornali « indipendenti » :  le Courrier (Ginevra) che cerca di sopravvivere, e La Liberté (Friburgo) edito dal gruppo Saint Paul, detenuto in parte dalla Congregazione delle Suore di San Paolo.
L'Express di Neuchâtel e L'Impartial di La Chaux-de-Fonds appartengono al gruppo editoriale francese Hersant.

Sul versante svizzero tedesco: 20 Minuten, BZ Berner Zeitung, Bernerbär, Bülacher Tagblatt, Der Bund, BZ Langenthaler Tagblatt, SonntagsZeitung, Tages-Anzeiger, Zürcher Unterländer, Zürichsee Zeitung, Newsnet e Züritipp appartengono al gruppo Tamedia.

Che cosa rimane della libertà e della diversità della stampa alla luce di questa realtà ?


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