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Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS)

Senza soldi, nessuna sperimentazione
animale è possibile

Questa realtà si fa particolarmente sentire nella ricerca pubblica, praticata principalmente nelle Università e Scuole politecniche federali. Diversamente delle ditte farmaceutiche che dispongono di cospicui mezzi per svolgere ricerche, i numerosissimi scienziati che operano nel settore pubblico corrono dietro ai sussidi concessi da enti pubblici, fondazioni private ed altre fonti di finanziamento.

Per incoraggiare la ricerca, il Consiglio federale attribuisce ogni anno CHF 500 milioni all’ FNS con il mandato di sostenere progetti scientifici. Circa 7000 scienziati ottengono ogni anno dall’FNS il finanziamento integrale o parziale delle loro ricerche, che coinvolgono la maggior parte dei campi di ricerca tra medicina, filosofia, scienze umane, biologia, ecc. L’FNS valuta la qualità scientifica dei progetti che gli vengono sottoposti ed attribuisce  i sussidi nella più totale indipendenza dai poteri pubblici, motivo per cui è stato istituito nel 1952 sotto forma di fondazione di diritto privato.

Funzionamento dell’FNS

Il Consiglio di fondazione è l’organo supremo dell’FNS. Raggruppa rappresentanti degli ambienti scientifici ed economici della Confederazione e dei cantoni.

Il Consiglio nazionale della ricerca è l’organo « esperto » dell’FNS. È composto da un centinaio di scienziati che operano per lo più nelle alte scuole svizzere  Sono soprattutto questi esperti a decidere quali progetti sostenere nonchè l’importanza dei finanziamenti.
Il Consiglio nazionale è strutturato in 4 divisioni :
Divisione 1 « Scienze umane e sociali »
Divisione 2 « Matematica, scienze naturali ed ingegneristiche »
Divisione 3 « Biologia e medicina »
Divisione 4 « Ricerca orientata »

La divisione 3 « Biologia e medicina » è composta da una trentina di membri, chiamati a valutare la maggior parte dei progetti di sperimentazioni animali. I sussidi sono concessi per una durata compresa tra uno e tre anni.

L’FNS e la sperimentazione animale

La sperimentazione animale è un argomento sensibile per l’opinione pubblica. Per assicurarsi che un progetto di ricerca che coinvolge animali sia difendibile agli occhi di quest’ultima, l’FNS dichiara di riferirsi a due principi:

1. L’interesse dei progetti di ricerca è valutato da esperti scientifici: i membri della divisione 3 del Consiglio nazionale della ricerca.

2. Gli scienziati che ottengono un sussidio dall’FNS si impegnano per iscritto ad osservare le regole etiche enunciate nei « Principi di etica e direttive per la sperimentazione animale », emanati dall’Accademia Svizzera delle Scienze Mediche (ASSM) e l’Accademia Svizzera delle Scienze Naturali (SCNAT).
Detti principi e regole richiamano tra l’altro agli scienziati:
« L’atteggiamento etico fondamentale del rispetto della vita impone all’essere umano di tutelare gli animali, che come lui sono esseri dotati di sensibilità. Tale rispetto, nonchè il dovere di evitare il più possibile la sofferenza, impongono di ridurre, il più possibile, la sperimentazione animale».
Nonchè: « Gli animali hanno inoltre diritto al rispetto della loro dignità (…). L’essere umano abusa della propria libertà ed offende la propria dignità se non ha riguardo per la dignità dell’animale ».

Tali principi e regole etiche sono addotti per giustificare la buona prassi della sperimentazione in Svizzera. Il Consiglio federale, nella sua risposta del 9 giugno 2006 all’interpellanza (06.3126)  di una deputata del Consiglio nazionale che contestava certi esperimenti su scimmie praticati presso l'EPFZ :

« Lo scopo della sperimentazione sui piccoli uistiti era studiare gli effetti della loro separazione temporanea dai genitori sull’evoluzione del loro comportamento e su certi parametri fisiologici nelle zone cerebrali coinvolte dallo sviluppo di una depressione (…). L’FNS concede sussidi di ricerca per sperimentazioni animali soltanto a progetti che soddisfano i seguenti requisiti: (…) obbligo del richiedente di osservare le direttive di etica dell’Accademia svizzera delle scienze mediche e dell’Accademia svizzera delle scienze naturali (…) ».

Ci si potrebbe sentire rassicurati sapendo che un esperimento sugli animali comporta una profonda riflessione, che prende in conto etica e valutazione degli interessi in gioco “sempre” a favore dell’animale e che in fin dei conti, se un animale muore per la scienza, è perchè, malgrado tutti i nostri sforzi, non si poteva fare altrimenti.

Purtroppo per gli animali, tutto questo è solo teoria. Per quanto ne sappiamo, nella pratica, nessuno scienziato applica questi « Principi di etica e direttive per la sperimentazione animale ».
Peggio ancora: la maggior parte degli scienziati soggetti a tali direttive ed interrogati in merito, dichiarano di ignorarne l’esistenza, e ciò malgrado abbiano certificato, con la loro firma apposta sui documenti tramessi all’FNS, di impegnarsi ad osservarle.

Non solo queste direttive non sono seguite ma la semplice attuazione da parte delle autorità cantonali della legislazione vigente che disciplina la pratica della sperimentazione animale, è oggetto di vive critiche da parte di alcuni degli scienziati che pur ricevono centinaia di migliaia di franchi dall’FNS per svolgere i loro esperimenti.

Quanto alle regole « etiche », chiamate a prendere in conto gli interessi in gioco « in favore » dell’animale, sono semplicemente avulse dalla realtà.
Per esempio, allorchè il punto 3.5 dichiara:
“Talune situazioni sperimentali potrebbero verosimilmente causare dolori talmente violenti nell’animale che si deciderà sempre a favore di quest’ultimo. Quando non è possibile modificare l’esperimento ricorrendo ad una diversa impostazione, che comporta meno sofferenze (...), vi si deve rinunciare, come pure all’ambita acquisizione di nuove conoscenze» ;
ed il punto 4.12 :
« La produzione di animali affetti da malattia, infermità o turbe comportamentali di origine genetica è ammissibile soltanto a condizione che si soppesino attentamente gli interessi e che se ne concluda la necessità (…) » ;
la trasmissione della Radio Suisse Romande, dedicata il 26 febbraio 2008 ad uno scienziato - membro della divisione 3 del Consiglio nazionale dell’FNS e direttore di un Polo di ricerca nazionale (PRN) al quale l’FNS dichiara di attribuire CHF 16 milioni per il periodo 2005 - 2009 – lascia perplessi:
Registrato in piena discussione con un suo collaboratore che « non capisce perchè una delle mutazioni che ha realizzato provoca la morte dei topi », lo scienziato risponde: « Ma non sai a che età crepano » ?

Con molta giovialità spiega poi alla giornalista: « La genetica è una cosa molto complicata. Veramente, ci sono cose che si fa fatica a capire, veramente (…). E’ questo che rende il lavoro interessante, in fin dei conti. È un puzzle. Si pensa di avere tutti gli elementi, ed invece no: sono topi sui quali sono state operate modificazioni genetiche, ma una quantità fenomenale di modificazioni, in un punto molto preciso dei loro cromosomi  e poi ci sono cose che si fanno che hanno effetti drastici, ossia i topi non possono nemmeno nascere. Altre modificazioni non hanno il minimo effetto e non si capisce perchè. E lì ci piacerebbe capire come funziona, veramente. Sarebbe una super pubblicazione ».

Avevamo interrogato l’FNS, in una lettera dell’8 dicembre 2006, sull’applicazione di questi principi e direttive da parte degli scienziati. Avevamo posto i seguenti interrogativi :

« Nel caso palese in cui uno scienziato non applica queste direttive, l’FNS ha previsto per esempio di sospendere o di ridurre il suo aiuto finanziario a questo ricercatore? Se sì, ciò è già successo ?

Gli istituti pubblici (Università, EPF, ecc.) che praticano sperimentazioni animali, hanno l’obbligo di applicare queste direttive? Se sì, i sostegni finanziari ai diversi PRN sono elargiti a patto che gli istituti che ospitano questi poli nazionali osservino dette direttive?

(…) In che modo  l’FNS si accerta dell’osservanza delle direttive? Raccoglie informazioni presso le autorità cantonali (veterinari cantonali) ? Presso le commissioni di controllo delle sperimentazioni animali istituite dai cantoni se così non è, mediante quali altri mezzi? »

L’FNS ci ha risposto il 16 gennaio 2007 (stralci) :

« (…) Apponendo la loro firma su questo questionario, i ricercatori dichiarano di « aver preso visione dei principi e delle direttive etiche per le sperimentazioni sugli animali 2005 dell’ASSM e della SCNAT » e che i loro « esperimenti di ricerca saranno portati avanti conformemente alle istruzioni ».

L’FNS esige queste dichiarazioni dai primi anni ‘90 (…).

I principi e le direttive non hanno alcun carattere vincolante bensì costituiscono raccomandazioni in materia di etica. Pertanto sono principalmente in gioco l’impegno ed il coinvolgimento personali dei ricercatori quanto al rispetto della loro dichiarazione.

(…) Se l’FNS viene a conoscenza di gravi inosservanze degli obblighi da parte dei destinatari dei sussidi, esamina tali casi. Qualora si trattasse di inosservanza dei principi e delle direttive etiche, la tratterà come violazione delle disposizioni, la cui adempienza è un presupposto imprescindibile per il rilascio di un sussidio.
A dipendenza della gravità delle violazioni, l’FNS può ordinare diverse sanzioni quali per esempio il rifiuto di versare un sussidio concesso (…). A tutt’oggi, l’FNS non ha mai dovuto prendere questo tipo di provvedimenti.

(…) Poichè i sussidi dell’FNS sono corrisposti direttamente ai ricercatori e non agli istituti pubblici, l’FNS non li obbliga ad osservare le direttive delle Accademie. Per i Poli di Ricerca Nazionali  (PRN), l’FNS delega contrattualmente certe responsabilità e doveri ai direttori ed alle direttrici del PRN nonchè ai responsabili dei sotto progetti.

(…) Il controllo sistematico dell’osservanza dei doveri loro imposti nella prassi quotidiana non rientra nella responsabilità nè nella competenza dell’FNS. »


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