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21.12.2011 - Comunicato

Esperimenti su animali per testare cosmetici
in Svizzera

Denuncia penale della Lega svizzera contro la vivisezione contro  l'Autorità dei cantoni di Argovia e Basilea Città, e contro l’Ufficio federale di veterinaria (UFV)

In seguito all’autorizzazione di svolgere sperimentazioni animali per testare un nuovo filtro solare rilasciata contravvenendo alla Legge (LPAn) ed all’Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn), la Lega svizzera contro la vivisezione annuncia di aver sporto denunce penali contro:

1) il veterinario cantonale di Basilea Città, per aver volontariamente sottratto la disamina della domanda di sperimentazione animale al preavviso della sua commissione cantonale, in violazione degli artt.18, cpv.3 e 34, cpv.2 LPA ;

2) la veterinaria cantonale di Argovia, per aver rilasciato l’autorizzazione di svolgere queste sperimentazioni animali ;

3) l’Ufficio federale di veterinaria, per non aver fatto ricorso contro l’autorizzazione cantonale, come previsto dall’art. 25 LPAn, allorchè era a conoscenza dell’illegalità dell’autorizzazione rilasciata.

La Lega svizzera contro la vivisezione chiede peraltro che sia ammessa la nullità dell’autorizzazione rilasciata e valida fino al 2013, affinchè questi esperimenti cessino immediatamente.

Richiamo dei fatti
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Il 7 luglio 2011, in occasione della pubblicazione delle statistiche del 2010 relative alle sperimentazioni animali, l’UFV annunciava: " Per la prima volta da lungo tempo sono stati effettuati esperimenti per testare cosmetici".
Stando alle informazioni comunicate dall’UFV, sono stati autorizzati esperimenti su ratti fino al 2013 dal cantone di Argovia, per valutare la tossicità di un nuovo filtro UV.

Interrogato sulla legittimità di autorizzare esperimenti per prodotti cosmetici, l’UFV ha risposto il 23 agosto 2011 : " La legislazione svizzera sulla protezione degli animali è una delle più progredite al mondo ed il settore della sperimentazione animale è severamente disciplinato. Ogni sperimentazione è esaminata dalla commissione cantonale. I ricercatori devono dimostrare che i benefici per la società sono superiori alle sofferenze inflitte agli animali nel corso degli esperimenti. Il fatto che diverse istanze siano coinvolte nella procedura di autorizzazione garantisce questo controllo reciproco".

Autorizzazione rilasciata dal cantone di Argovia : Illegale
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Di fatto, il servizio veterinario cantonale di Argovia ha rilasciato l’autorizzazione di effettuare questi esperimenti su animali contravvenendo alle disposizioni legali, con il consenso dell’autorità federale.

L'articolo 34 della Legge sulla protezione degli animali (LPAn) esige che i cantoni che autorizzano sperimentazioni animali, istituiscano commissioni "composte da specialisti, indipendenti dall’autorità incaricata di rilasciare le autorizzazioni ed in seno alle quali le organizzazioni di protezione degli animali siano adeguatamente rappresentate".
L'autorità cantonale ha l’obbligo di sottoporre ogni nuova domanda di sperimentazione animale alla commissione (art.18, cpv.3 LPAn), che "esamina le richieste e sottopone una proposta all’autorità incaricata di rilasciare le autorizzazioni".
Il preavviso della commissione deve mettere a confronto i benefici dell’esperimento e le sofferenze inflitte agli animali (art.19 LPAn).

Fatte le dovute verifiche, è risultato che la richiesta di testare questo filtro solare era stata volontariamente sottratta al preavviso della commissione cantonale. L'autorità argoviana l’ha riconosciuto in una lettera datata 4 novembre 2011.
Per giustificarsi si appoggia sul suo regolamento relativo alla commissione per gli esperimenti su animali, che raggruppa per convenzione i cantoni di Basilea Città, Basilea campagna e Argovia. In virtù dell’art.5, cpv.3, l’autorità, rappresentata dal veterinario cantonale di Basilea Città, può autorizzare direttamente un esperimento quando richiesto da una direttiva internazionale. Nella fattispecie che ci occupa, l’immissione sul mercato di questo nuovo filtro UV avrebbe dovuto essere oggetto di test di tossicogenetica sugli animali (OCSE 417) per l’ottenimento di una futura autorizzazione di immissione sul mercato.

I test sugli animali per testare cosmetici sono rigorosamente vietati in tutta l'Unione europea dal 2009
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I filtri UV sono ritenuti cosmetici in Svizzera come pure in tutta l’Unione europea motivo per cui, anche conformemente alla Direttiva europea « Cosmetici », i test sugli animali per ingredienti che rientrano nella composizione dei prodotti cosmetici, sono rigorosamente vietati in seno all’U.E. dal 2009.
Questo divieto è interessante per il fatto che obbliga le aziende e gli Stati a dedicare mezzi sufficienti per lo sviluppo di nuovi metodi sostitutivi. Si tratterà per esempio di consentire la realizzazione di test di tossicocinetica in vitro su tessuti umani o in silico, invece di praticare questi test crudeli ed assurdi su ratti.
Dunque è vergognoso che la Svizzera autorizzi test vietati dai nostri vicini europei. E che per di più la Svizzera cerchi di attirare aziende per lo svolgimento sul suo territorio di esperimenti vietati altrove.

L’autorizzazione rilasciata dal cantone di Argovia è ancor più scioccante in quanto non si è assolutamente proceduto ad un’analisi dei pro e contro relativemente al nuovo filtro solare.
28 filtri UV rientrano nella composizione di numerosi prodotti in seno all’Ue.
Per quale motivo metterne a punto un altro? Il filtro testato in Argovia ha previamente dimostrato una migliore efficacia degli altri 28 già esistenti sul mercato ?
Rispondere a questo interrogativo è un obbligo per l’autorità cantonale, in quanto si tratta di determinare il carattere indispensabile di una sperimentazione animale (art. 17 LPAn).
Nella sua lettera in data del 16 settembre 2011, l’UFV garantiva che « sono stati rigorosamente soppesati gli interessi in gioco, peraltro illustrati in modo comprensibile ». Nella sua lettera del 4 novembre 2011, l’autorità argoviana spiegava che questo nuovo filtro solare può essere molto efficace e presentare meno effetti secondari.
Purtroppo, malgrado tre domande ripetutamente rivolte a queste autorità, è stato impossibile ottenere la minima informazione sulla fondatezza di queste dichiarazioni.
In definitiva, è più che probabile che questi esperimenti non siano stati oggetto della minima analisi di argomentazioni favorevoli e contrarie.

Autorizzazione di sperimentazione animale illegale : l’UFV ed il cantone di Soletta già messi in causa nel 2010
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Il 16 marzo 2010, il Dott. Pierre Bize dell’Università di Losanna è stato condannato dal tribunale penale di Soletta a Fr 1000.- di multa per gli esperimenti da lui svolti su uccelli. Questo ricercatore aveva ottenuto l’autorizzazione di praticare incisioni nel vivo su giovani uccelli ancora nel nido, per alloggiare sotto la pelle delle compresse ormonali. Diversi uccelli avevano cercato di fuggire ed erano stati rinvenuti agonizzanti per la strada. Dall’inchiesta svolta durante la procedura, è risultato che malgrado la morte di diversi uccelli, il servizio veterinario cantonale non aveva effettuato il minimo controllo nè si era recato sui luoghi per constatare lo stato sanitario degli animali ancora sottoposti all’esperimento. Peggio ancora : sia l'autorità cantonale che federale avevano contravvenuto alla legge in quanto avevano volontariamente sottratto la disamina della domanda di sperimentazione animale al preavviso di una commissione cantonale. L ‘UFV ed il servizio veterinario di Soletta erano sfuggiti ad una condanna per il semplice fatto che gli autori del reato non erano stati chiamati in causa nella procedura.

E allarmante che le nostre autorità contravvengano a disposizioni legali. La situazione è ancor più inammissibile per il fatto che queste stesse autorità vantano la nostra legislazione descrivendola come « una delle più progredite al mondo » e sostenendo che « il settore della sperimentazione animale è severamente regolamentato ».

Ci auguriamo che questa volta le autorità chiamate in causa dalla nostra denuncia siano condannate affinchè sia posto definitivamente termine a questi abusi.

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