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Giugno 2010

Gli sproloqui di Christopher Anderegg

Immancabilmente ogni primavera, il Dott. Anderegg è colto da un’irresistibile febbrilità e distribuisce ovunque possibile opuscoli ed annunci «contro» la sperimentazione animale. Come per la vegetazione che ci circonda, la linfa gli sale forse al cervello ? Quest’anno, il bersaglio della sua campagna è cambiato: non si tratta più dei suoi ex-colleghi vivisettori bensì degli organi di protezione degli animali, colpevoli secondo lui di sostenere i metodi detti alternativi, o sostitutivi.

I suoi colleghi, indubbiamente felici di essersi sbarazzati di lui, si rallegreranno al tempo stesso di saperlo schierato a favore della «protezione degli animali».
Pentito di aver trascorso innumerevoli anni segregato in un laboratorio, il Dott. Anderegg soffre di essere l’unica persona a fare tutto giusto quando si tratta di combattere la sperimentazione animale. E dunque, alla stregua di Don Quichotte, pubblica da anni una mole considerevole di annunci ed opuscoli, nonchè la sua terribile lista nera « degli organismi di protezione degli animali in Svizzera che tengono alle "3R" e promuovono o finanziano "metodi alternativi" equivalenti agli esperimenti sugli animali ».
Nell’elenco troviamo l’ATRA, Animalfree Research, la Fondazione per l'Animale in Diritto (TIER), naturalmente la LSCV, colpevole tra l’altro di aver finanziato un corso inteso a « promuovere la vivisezione » (leggere qui appresso), i Medici per la Protezione degli Animali in Medicina (ATM), la Protezione Svizzera degli Animali (PSA), la Società Protettrice degli Animali Zurighese (Zürcher Tierschutz), la Società per la  Protezione degli Animali del Canton Vaud (SVPA), il Tierschutzbund, D&uumlbendorf, il Tierschutzbund di Basilea, Tierrechts-Signet, il VETO e Vier Pfoten.

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Chi è il Dott. Anderegg ?

Alla lettura degli articoli che gli sono dedicati, si viene a scoprire che il Dott. Anderegg ha studiato negli Stati Uniti e nel corso del suo iter universitario ha svolto ricerche nella prospettiva del clonaggio dei mammiferi. Dopo un dottorato in biologia e medicina, arriva in Svizzera nel 1987 e lavora come ricercatore presso il Politecnico di Zurigo che gli affida un posto a Füllinsdorf (BL) dove ci sono in particolare topi, ratti, conigli, scimmie e cani destinati alla sperimentazione animale. Per un anno e mezzo porta avanti lo stesso tipo di ricerche che negli Stati Uniti. Dopo aver sperimentato circa 3000 animali tra il 1979 ed il 1988, abbandona la ricerca ed assume la direzione, nel 1996, dell’Associazione per l’abolizione degli esperimenti sugli animali.
Sul suo sito internet, dichiara:
« In qualità di presidente dell’Associazione per l’abolizione degli esperimenti sugli animali, faccio distribuire opuscoli nelle cassette delle lettere, indico campagne di affissione e faccio pubblicare inserzioni sui giornali ». Per quanto ne sappiamo, è più o meno tutto quello che fa. Spulcia gli articoli di stampa alla ricerca di citazioni che possono discreditare i protettori degli animali che non trovano grazia ai suoi occhi. Incoraggia i lettori a comunicargli gli articoli che magari gli sono sfuggiti. Dato che numerosi giornalisti deformano le dichiarazioni per renderle più spettacolari o per orientare la lettura dell’articolo da loro scritto, non è un esercizio troppo difficile. È così che sul suo sito internet critica ferocemente un certo numero di persone tra cui Claudia Mertens o Gieri Bolliger. Si tratta di due rappresentanti della protezione degli animali della commissione zurighese sulla sperimentazione animale, ai quali dobbiamo l’interdizione definitiva, ordinata dal Tribunale federale nell’ottobre 2009, di praticare due esperimenti su scimmie. In questo caso, come peraltro nella maggior parte dei casi, l’attività del Dott. Anderegg è stata totalmente invisibile. Per la sua attività, il Dott. Anderegg dichiarava nel maggio 2000 uno stipendio mensile di Fr 6'000.--. Ignoriamo a quanto ammonti dieci anni dopo, ma i suoi donatori apprezzeranno. Nelle sue campagne, i donatori sensibili alla causa animale sono i suoi bersagli di predilezione. Eppure non sembra molto interessato dalla protezione degli animali. Il 15 dicembre 2006, in un intervento relativo alla sua campagna contro il Telethon, scriveva:
« La signora R. mi rimprovera di provare un’eccessiva compassione per gli animali, e di provare scarsa empatia per gli esseri umani. Con la presente affermo che è assolutamente il contrario. Non c’è una parola nè nei manifesti, nè nei miei messaggi, nè nelle mie inserzioni, nè sul mio sito internet che testimoni della mia compassione per gli animali e le sofferenze che subiscono nei laboratori. Nella mia lotta contro la sperimentazione animale, metodo che ho personalmente praticato per undici anni, mi sono preoccupato unicamente delle sofferenze dei malati (…) »
Così almeno le cose sono chiare.

Il Dott. Anderegg conclude l’elenco affermando: « E’ già abbastanza difficile lottare contro la propaganda del lobby della sperimentazione animale. Ma quello che è ancor più riprovevole è che le organizzazioni per la protezione degli animali considerano gli esperimenti sugli animali come un metodo utile e necessario che non si può abolire ma soltanto ridurre e sostituire con "metodi alternativi" equivalenti – e dunque altrettanto inutili e inattendibili. L’Associazione per l’Abolizione degli Esperimenti sugli Animali è l’unica organizzazione opposta alla sperimentazione animale in Svizzera a rifiutare categoricamente la truffa delle 3R ed i metodi alternativi ingannevoli che le sono associati ».
Che sollievo! Per fortuna ci sono il Dott. Anderegg e la famosa Associazione per l'Abolizione degli Esperimenti sugli Animali. Non foss’altro che per aver affermato che la LSCV sostiene le 3R, questo individuo meriterebbe di essere trascinato in tribunale per diffamazione. Per il momento però privilegiamo una via più rapida: informare i protettori degli animali che gli inviano doni. Pensavano sinceramente di sostenere azioni costose – come per esempio pubblicazione di inserzioni sulla stampa, distribuzione a tappeto di centinaia di migliaia di opuscoli – il cui unico obiettivo è denigrare organismi attivi nella protezione degli animali ?

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Una campagna di inserzioni infarcite di informazioni errate o superate



« La protezione degli animali si sbaglia: Alternative alla sperimentazione animale »

« Ciò che molte amiche e amici degli animali non sanno: A causa dei metodi alternativi come le colture di cellule e tessuti animali, gli esperimenti sugli animali vengono ripetuti eperpetuati».

Per sfornare questo opuscolo, il Dott. Anderegg non ha avuto paura di ricorrere a vecchi trucchi grossi come una casa. Forse ha pensato che comunque la maggior parte dei donatori potenziali non capiscono niente di sperimentazione animale o metodi alternativi. Sicuramente ce ne sono tra di loro che sono del tutto pronti ad aprire il portafoglio per sostenere le sue azioni per qualche anno !
Alla lettura del suo libello, si resta a bocca aperta davanti a tante assurdità e false informazioni. Sarebbe bene far presente al Dott. Anderegg che non siamo più ai tempi in cui si trucidavano i topi. Dal 1988, la ricerca, soprattutto in materia di metodi sostitutivi, si è evoluta. Gli scienziati impegnati in queste metodologie non lavorano con cellule animali ma cellule umane provenienti, per esempio, da biopsie effettuate in ospedale. Ben inteso numerosi sono i ricercatori che tuttora utilizzano cellule animali per i loro esperimenti, ma sono gli stessi che utilizzano anche animali vivi. Questi ricercatori non presentano il minimo interesse. Ciò detto, il Dott. Anderegg ci riserva ancora qualche sorpresa nel suo opuscolo  :

« Secondo la statistica, il numero di animali da laboratorio utilizzati ogni anno in Svizzera è diminuito del 40% tra il 1990 e il 2008. L’industria, le autorità e persino certe organizzazioni per la protezione degli animali asseriscono che questa diminuzione è da ricondurre all’impiego dei metodi alternativi come le colture di cellule e tessuti animali. E vero? »

Quello che è vero è che da 8 anni il numero di animali aumenta anno dopo anno. Nel 2009, i laboratori hanno utilizzato lo stesso numero di animali che nel 1996 !


Nel contempo, se effettivamente il numero di animali utilizzati è andato costantemente diminuendo tra il 1983 ed il 2000, ciò è dovuto in parte al fatto che nel 1983, essendo la legge sulla protezione degli animali appena entrata in vigore, nei laboratori si faceva ancora di tutto e di più. Col passare degli anni, un certo numero di direttive federali hanno costretto le autorità cantonali ad assumere personale sufficientemente competente da capire gli scopi ed obiettivi degli esperimenti e dunque disciplinare l’utilizzazione di animali. Parallelamente, molti scienziati hanno cominciato ad utilizzare metodi alternativi durante gli studi preliminari per sottrarsi alle nuove prescrizioni amministrative, poichè l’utilizzazione di questi metodi non era subordinata nè a domanda di autorizzazione nè a tasse amministrative. Dunque sì, le colture cellulari hanno contribuito alla riduzione del numero di animali vivi utilizzati ma questa evoluzione non è stata orientata da motivazioni etiche o scientifiche, bensì esclusivamente pratiche ed economiche.

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« La diminuzione è da attribuire anche al riciclaggio degli animali da laboratorio a fini dirisparmio. Dato che l’allevamento, il mantenimento, le cure e l’eliminazione degli animali da laboratorio diventano sempre più costosi, si utilizza un solo animale in più esperimenti invecedi più animali in un esperimento. Per l’industria e le autorità tale riciclaggio figura sotto ilnome di pianificazione ottimizzata degli esperimenti».

Il concetto dell’animale costoso è un’invenzione degli ambienti scientifici per affermare che se si utilizzano animali, « è perchè veramente non si può fare altrimenti ».
E se la legislazione svizzera consente effettivamente di riutilizzare un animale in un altro esperimento, questo è possibile a determinate condizioni. Comunque sia, la riutilizzazione di animali praticamente non esiste nel nostro paese per un motivo piuttosto semplice : 1) nella maggior parte dei casi gli animali sono uccisi alla fine degli esperimenti per effettuare prelievi per analisi 2) riciclare animali necessiterebbe un periodo di riacclimatazione e soprattutto si dovrebbe individuare un esperimento che richieda animali della stessa età, della stessa stirpe, per di più nello stesso laboratorio in quanto trasferire animali da uno stabulario ad un altro è praticamente impossibile per via delle normative sanitarie. Per parlare chiaramente, tranne qualche esperimento che richiede l’utilizzazione di topi transgenici costosi, il « riciclaggio » di animali risulterebbe molto più costoso che ucciderli e comprarne altri quando necessario.

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« Che i metodi alternativi non conducano ad alcuna diminuzione degli esperimenti sugli animali, lo dimostra il cantone universitario di Zurigo, dove -contrariamente al cantone industriale di Basilea- gli esperimenti sugli animali non possono essere trasferiti all’estero. Così fra il 1990 e il 2008 il cantone di Zurigo non registrava una diminuzione del numero di animali utilizzati ogni anno, bensì un aumento del 90%».

Già da anni il Dott. Anderegg divulga questo annuncio accontentandosi di aggiornare le cifre. Ma in quello precedente si può leggere :
« tra il 1989 ed il 2003 nel cantone di Zurigo non si è osservata alcuna diminuzione del numero di animali utilizzati ogni anno, bensì un incremento del 120% ».
A prima vista, il Dott. Anderegg sembra intrattenere rapporti difficili non solo con la terra intera ma anche con le cifre. Se tra il 1989 ed il 2003 l’incremento del numero di animali utilizzati è stato del 120%, che tra il 1990 ed il 2008 è soltanto del 90%, bisognerà che ci spieghi come è mai possibile che il cantone di Zurigo non abbia registrato « alcuna diminuzione del numero di animali utilizzati ogni anno » !
Comunque sia, l’esempio è assurdo. I poli lemanici (Vaud e Ginevra) e zurighesi si sferrano una guerra di prestigio per accogliere il maggior numero di ricercatori nel campo delle scienze della vita. Le università di Ginevra o Losanna sarebbero ben contente di registrare un aumento del 120% degli animali utilizzati in quanto significherebbe molte pubblicazioni scientifiche, molti apporti di fondi esterni, una reputazione ancor più prestigiosa, ecc.. Peraltro il Consiglio federale ha appena incrementato i finanziamenti per la ricerca di diverse centinaia di milioni, di cui 200 milioni stanziati principalmente per la ricerca medica. Ne consegue che fintanto che si nega il sostegno a nuovi metodi ricerca, il numero animali utilizzati è ben lontano dal diminuire.
Il Dott. Anderegg ha peraltro una visione molto antiquata dalla ricerca medica: a sinistra le università, a destra l’industria «chimico-farmaceutica», ossia Roche e Novartis. Per caso sa che un cantone come Ginevra ospita non solo un’università che pratica la sperimentazione animale ad alte dosi, ma anche la ditta Merk Serono, la terza più grossa ditta farmaceutica del paese? Che un cantone come Vaud che ospita un’università ed un politecnico, accoglie anche filiali di Novartis e Nestlé ? Per quanto riguarda gli esperimenti effettuati sulle scimmie presso l’Università di Friborgo, è Novartis a dirigere la fase clinica di un anticorpo derivato da questi esperimenti. Quanto al cantone di Zurigo, dopo che il Tribunale federale ha confermato nell’ottobre 2009 il divieto di due esperimenti su scimmie, uno degli scienziati ha lasciato l’EPF di Zurigo con le sue scimmie e ripreso gli esperimenti in Germania !

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« I ricercatori che sviluppano i metodi alternativi considerano la sperimentazione animale come utile e necessaria. Operano perciò per la maggior parte con cellule, tessuti e organi prelevati da animali uccisi in laboratorio o nei macelli, e ripetono per anni i presunti esperimenti sugli animali destinati ad essere sostituiti, allo scopo di compararli con i metodi alternativi.
Gli esperimenti sugli animali, quindi, né vengono diminuiti, né sostituiti, ma perpetuati dai metodi alternativi. Sebbene i metodi alternativi nuocciano chiaramente alla protezione degli animali, essi vengono promossi e finanziati da numerose organizzazioni per la protezione degli animali in Svizzera».

Almeno con il Dott. Anderegg, non rischiamo di ingarbugliarci in ipotesi azzardate : tutti gli scienziati sono fondamentalmente malvagi. E sa anche con altrettanta certezza e precisione cosa passa per la mente dei ricercatori e perchè fanno certe cose.
Per fortuna, la LSCV incontra ricercatori che sviluppano metodi alternativi e pensano che la sperimentazione animale è inutile e pericolosa per la salute umana. Questi ricercatori mettono a punto metodi sostitutivi che si avvalgono di materiale (in vitro) o di dati umani (in silico) per la ricerca medica. La LSCV sostiene finanziariamente i lavori di questi ricercatori grazie ai quali è possibile studiare le patologie umane.

Comunque sia, una coltura cellulare, che utilizzi tessuti animali o umani, è un metodo alternativo alla sperimentazione animale, in quanto per definizione è ritenuto tale qualsiasi metodo che sostituisce l’utilizzazione di un animale vivo. Si può essere, a ragione, contrari all’utilizzazione di cellule animali, per il fatto che i risultati ottenuti con questa metodologia sono altrettanto pericolosi per la salute umana che quelli ottenuti su animali vivi. Ciò non toglie che associare colture di cellule animali e metodi alternativi, come fa il Dott. Anderegg, è particolarmente disonesto.
Non solo: anche particolarmente incoerente. Se ci chiediamo cosa propone esattamente quando parla di « metodi utili ed affidabili applicabili direttamente agli umani », possiamo trovare qualche risposta nel suo opuscolo di una quarantina di pagine, intitolato « Uno sguardo critico sulla sperimentazione animale », scritto nel 2006 in collaborazione con altri cinque autori e scaricabile dal suo sito internet. A pagina 22, si può leggere:
« Invece, le colture di cellule e tessuti in vitro sono mezzi di ricerca particolarmente efficaci » (!)
E:
«Quanto ai vaccini, alcuni ricercatori hanno scoperto già nel 1949 che i vaccini estratti da colture cellulari umane non solo sono più efficaci, più sicuri e meno onerosi rispetto a quelli estratti dai tessuti di scimmia, ma escludono anche il grave pericolo di contaminazione da virus animali. La sicurezza dei vaccini peraltro è stata migliorata sostituendo i numerosi test sugli animali con tecniche di colture cellulari, molto più sensibili ed attendibili ».
Senza commento.


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