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13.3060 – Interpellanza

Sperimentazioni di ingredienti cosmetici sugli animali

Depositato da : Quadranti Rosmarie
Data del deposito : 12.03.2013
Depositato in : Consiglio nazionale
Stato attuale : Liquidato

Suivre : http://www.parlament.ch/i/suche/Pagine/geschaefte.aspx?gesch_id=20133060

Testo depositato

Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:

1. Perché ha rinunciato a tutt'oggi a dichiarare inammissibili le sperimentazioni di ingredienti e prodotti cosmetici finiti sugli animali?

2. Tenuto conto del mutato contesto normativo nell'UE, come può la Svizzera dotarsi il più rapidamente possibile di un divieto per queste sperimentazioni?

3. Come si può evitare che la Svizzera diventi nel frattempo un porto franco in Europa per test cosmetici sugli animali?

Motivazione

La Svizzera possiede una delle legislazioni più avanzate in materia di protezione degli animali. È pertanto un'incongruenza che il nostro Paese presenti una lacuna proprio in un ambito riguardo al quale vi è un ampio consenso sociale: i test cosmetici non costituiscono un motivo sufficiente per effettuare esperimenti sugli animali e pertanto la ponderazione degli interessi prescritta dalla legge dovrebbe far pendere chiaramente l'ago della bilancia verso la rinuncia alle sperimentazioni e un impiego oculato degli animali da laboratorio.

Vi è inoltre il rischio che, grazie alla sua legislazione, la Svizzera diventi un porto franco per queste sperimentazioni e che aumentino i mandati di ditte extraeuropee interessate.

L'11 marzo 2013 entra in vigore il divieto assoluto delle sperimentazioni di ingredienti e prodotti cosmetici finiti sugli animali previsto dalla direttiva UE sui prodotti cosmetici. In Germania questo genere di esperimenti è addirittura vietato esplicitamente dal 1998. In Svizzera viene così a crearsi una lacuna nella protezione degli animali rispetto all'UE.

Secondo l'articolo 19 capoverso 3 della legge federale sulla protezione degli animali, il Consiglio federale può dichiarare inammissibili determinati scopi perseguiti con gli esperimenti. Finora però non lo ha fatto per le sperimentazioni di prodotti cosmetici sugli animali. Secondo le direttive dell'Ufficio federale di veterinaria concernenti la domanda di autorizzazione e il rilascio di autorizzazioni per esperimenti sugli animali ai fini del controllo dell'innocuità di sostanze e prodotti (direttiva sulla tossicità), le domande per il controllo di cosmetici non devono di norma essere approvate. Tuttavia questa disposizione si applica soltanto ai prodotti finiti. Quindi in Svizzera, contrariamente all'UE, potrebbero per esempio essere ammessi i test di nuove sostanze di base per cosmetici. Che in questo modo non sia garantita una protezione adeguata degli animali da laboratorio lo si è constatato nei test di tossicità per i filtri UV condotti sui ratti nel 2010 e 2011, molto criticati da più parti.

Risposta del Consiglio federale del 08.05.2013

1. Secondo il diritto svizzero gli esperimenti sugli animali sono soggetti ad autorizzazione (art. 18 cpv. 1 della legge federale sulla protezione degli animali; RS 455). Chi richiede un'autorizzazione per eseguire esperimenti sugli animali deve dimostrare che l'obiettivo dell'esperimento è connesso con il mantenimento o la protezione della vita e con la salute dell'uomo e dell'animale, promette l'ottenimento di nuove conoscenze su processi vitali fondamentali oppure serve a proteggere l'ambiente naturale (art. 137 cpv. 1 dell'ordinanza sulla protezione degli animali; RS 455.1). Le sperimentazioni di prodotti o ingredienti cosmetici sugli animali non soddisfano nessuno dei suddetti criteri e non possono pertanto essere autorizzate. La direttiva sulla tossicità del 1995 menzionata nella motivazione dell'interpellanza è ormai obsoleta e non è più applicabile. Di conseguenza, sebbene non esista alcun divieto esplicito, la sperimentazione di prodotti cosmetici sugli animali è già oggi, di fatto, vietata.

È ben vero che secondo l'ordinanza del DFI sui cosmetici (RS 817.023.31) i prodotti solari rientrano nella categoria dei cosmetici. Ma gli esperimenti svolti per testare la tossicità di filtri UV citati nella motivazione dell'interpellanza sono stati autorizzati soltanto perché il loro obiettivo (ossia la protezione dagli effetti nocivi dei raggi UV) era palesemente finalizzato al mantenimento della salute dell'uomo.

2. In virtù dell'articolo 19 capoverso 3 della legge sulla protezione degli animali, è possibile prevedere nella relativa ordinanza un divieto di sperimentare sugli animali prodotti e ingredienti cosmetici. Il Consiglio federale non ritiene tuttavia necessario intervenire, dato che la procedura d'autorizzazione porta allo stesso risultato e la sperimentazione di cosmetici sugli animali è già vietata dal vigente diritto. La regolamentazione dell'UE sui prodotti cosmetici non prevede però soltanto il divieto di eseguire esperimenti sugli animali, ma anche prescrizioni per la garanzia di condizioni di mercato uniformi. È per esempio vietato commercializzare prodotti cosmetici la cui formulazione finale, i cui ingredienti o combinazioni di ingredienti siano stati testati su animali. In Svizzera un tale divieto di commercializzazione non esiste. Secondo il Consiglio federale è opportuno valutare se è necessario introdurre un'apposita disposizione; questa decisione dipende anche dalla revisione della legge sulle derrate alimentari. Nella sessione primaverile del 2013, in occasione del dibattito concernente la legge sulle derrate alimentari, il Consiglio nazionale ha già discusso la tematica e, in qualità di camera prioritaria, si è pronunciato contro il conferimento di un'apposita competenza al Consiglio federale.

3. Le attuali prescrizioni (vedasi punto 1) impediscono che la Svizzera diventi un porto franco in Europa per test cosmetici sugli animali.


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