DE | FR

search


Kontakt
maps

Links


Fr


De

12 settembre 2012 – Presa di posizione LSCV

Progetto di ordinanza sulla dichiarazione concernente le pellicce ed i prodotti di pellicceria

La LSCV ha preso posizione sul progetto di ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce messo in consultazione dall’Ufficio federale di Veterinaria (UFV) dal 3 luglio al 24 settembre 2012.
L’elaborazione di questo testo fa seguito all’approvazione, da parte delle camere federali, della mozione Moser (08.3675) « Obbligo di dichiarare le pellicce », le quali incaricavano il Consiglio federale di modificare la legislazione alfine di istituire l’obbligo di dichiarare le pellicce ed i prodotti di pellicceria. Questa dichiarazione mira ad informare i consumatori sulla specie animale, la provenienza e la modalità di allevamento degli animali utilizzati per la produzione della pelliccia.

La LSCV ha globalmente approvato il progetto e ringraziato l’UFV per il lavoro svolto. Tre disposizioni sono state però oggetto di domanda di modifica.

L’articolo 2, lett. c, cpv. 4, escludeva dall’obbligo di dichiarazione, le pellicce provenienti da conigli domestici. Abbiamo contestato questa disposizione per i seguenti motivi:
« La detenzione di consigli pone seri problemi di dignità e benessere in termini di protezione degli animali. Le loro pellicce provengono spesso da allevamenti intensivi in cui nè la superficie delle gabbie nè le condizioni di vita rispondono ai bisogni di questi animali. Il pubblico è sensibile a questa situazione ed è probabile che una parte dei consumatori non desidererebbe indossare questo tipo di pelliccia, in particolare sotto forma di accessori. Poichè potrebbe risultare molto difficile distinguere la pelliccia di coniglio dalla pelliccia sintetica, è importante che quella proveniente da animali sia oggetto di una dichiarazione. Peraltro ciò va nel senso della mozione Moser, che prendeva la pelliccia di coniglio come esempio per illustrare la problematica. »

Gli articoli 4 e 5 prevedevano la possibilità di esonerare certe pellicce dall’obbligo di dichiarazione su provenienza ed origine. Si trattava dei casi in cui l’origine di una pelliccia può essere determinata. Non si esigeva neppure di indicare con precisione se la pelle proviene da un allevamento, dalla caccia, dalla cattura con trappole o altro. Stando all’UFV, questa possibilità non dovrebbe essere utilizzata abusivamente in quanto potrebbe incitare il consumatore a non acquistare la pelliccia. Abbiamo vivamente contestato questa disposizione per i seguenti motivi:
« Non condividiamo l’idea che un’etichetta con la menzione « paese di provenienza non conosciuto » svantaggi il commerciante. Anzi, in certi casi sarà commercialmente più interessante appellarsi alla ragione o alla coscienza dell’acquirente piuttosto che citare una provenienza come la Cina con le sue atroci condizioni di detenzione ed uccisione degli animali. Il mercato della pelliccia in Svizzera è abbastanza ridotto e l’offerta internazionale dei fornitori abbastanza importante perchè sia possibile accertarsi della tracciabilità delle pellicce utilizzate ».

L’articolo 6 lasciava ai pellicciai la possibilità di indicare unicamente la provenienza delle tre principali pelli utilizzate in un prodotto. Per l’UFV si trattava di non obbligare i fabbricanti a predisporre etichette « di una lunghezza esagerata ». Abbiamo contestato anche questa disposizione :
« Tutte le pellicce che compongono uno stesso prodotto devono essere menzionate e non solo le tre principali pelli utilizzate. In primo luogo questa disposizione renderebbe impossibile l’attuazione dell’art. 14, cpv. 2 LPAn, che vieta qualsiasi importazione di pelli di cani e gatti poichè non sarebbe possibile escluderne la presenza su un prodotto composto da più di tre pelli di specie diverse. Tanto più che in certi casi i trattamenti inflitti alle pellicce rendono impossibile definire con certezza la specie animale della pelliccia analizzata. Sicchè i controlli su questo tipo di prodotti potrebbero risultare laboriosi e scarsamente efficaci. Questo tipo di prodotto rappresenta un’infima parte del mercato della pelliccia, sicchè il problema di etichettatura non dovrebbe essere insormontabile ».

La nostra presa di posizione è stata trasmessa all’UFV il 12 settembre 2012. A tutt’oggi l’UFV non ha riferito sulle prese di posizione comunicate nè peraltro fornito informazioni sulla data dell’entrata in vigore dell’ordinanza finalizzata.


Iscrivetevi alla nostra

Articoli

»» Caccia

»» Foie gras

»» Rivista stampa