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Luglio 2011

Revisione dell’ordinanza sulla caccia

Messo in consultazione dal 18 aprile al 15 luglio 2011, il progetto di revisione dell’ordinanza sulla caccia predisposto dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) sorprende a più di un titolo. « L’ordinanza deve essere adeguata alle esigenze odierne », dichiarava l’UFAM al momento della messa in consultazione. Sarebbe stato più corretto dire che deve essere adeguata « alle esigenze dei cacciatori ».

Il 14 aprile 2011, il Tribunale amministrativo federale annullava l’autorizzazione rilasciata dall’UFAM relativa alla regolazione dei cormorani sul lago di Neuchâtel. Il TAF ha peraltro ripreso l’UFAM per aver esagerato i danni fatti da questi uccelli (A-2030/2010)

Partite di caccia

Le specie protette si nutrivano di selvaggina ? I cacciatori potranno spararle se « causano gravi perdite nell’utilizzazione dei monopoli cantonali della caccia e della pesca ».
L’UFAM giustifica queste uccisioni per preservare il « diritto dei cantoni ad un’utilizzazione cinegetica equilibrata». In parole chiare, la caccia non mira la regolazione della fauna bensì a consentire a privati, contro pagamento, di sparare su animali vivi.

Disposizioni illegali

Altra novità: la riduzione dei periodi di protezione (periodi in cui la caccia è vietata) per i cinghiali ed i cormorani. In questo specifico caso, la modifica è ancora più scioccante in quanto contravviene deliberatamente all’art.5 della legge sulla caccia.
Un’ordinanza non può contenere disposizioni contrarie alla legge cui si riferisce: prima si cambia la legge e poi si adatta l’ordinanza. Evidentemente per l’UFAM è un problema poichè ad avere la competenza di modificare una legge è il Parlamento federale. E nella fattispecie, non è affatto certo che il Parlamento sostenga questi eccessi. Pertanto l’UFAM sembra aver ritenuto più semplice trafficare l’ordinanza secondo i propri auspici ed interessi personali. E se questo comporta una violazione della legge, a quanto pare non è un problema.

Il coltello per finire l’animale

Sarà peraltro possibile pugnalare « al torace » un animale ferito se « lo sparo per dare il colpo di grazia costituisce una minaccia per l’uomo o beni di un certo valore ».
In quale caso un tiro potrebbe essere una minaccia se si può avvicinare un animale ferito sufficientemente per poterlo pugnalare? L’interrogativo rimarrà senza risposta. Nessun esempio realista è stato comunicato dall’UFAM nel suo rapporto esplicativo.

Dissotterramento di volpi e tassi

Il dissotterramento con un cane da caccia delle volpi e dei tassi continuerà ad essere autorizzato malgrado la barbarie di questo metodo. Per l’UFAM, l’uccisione in Svizzera di 30’000 volpi ogni anno è resa necessaria dal fatto che questi animali sono nocivi e colpevoli di decimare la piccola fauna, tra cui le lepri. Il cantone di Ginevra che non caccia le volpi ma che accoglie la più importante popolazione di lepri in Svizzera dimostra che le affermazioni dell’UFAM sono parziali. Ma c’è da stupirsi? Basta consultare l’organigramma di questo Dipartimento per trovarvi ferventi difensori della caccia a tutti i livelli, come Reinhard Schnidrig, capo della sezione caccia, fauna selvatica e biodiversità in foresta.

Nella sua presa di posizione del 4 luglio 2011 comunicata all’UFAM, la LSCV ha contestato sia il fondo che la forma della revisione della nuova ordinanza, concludendo: « Il lobby dei cacciatori è così importante da indurre l’UFAM ad emanare disposizioni scandalose ed assurde? »


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