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DFE - Avvio della procedura di consultazione »» segue

Avamprogetto 12 maggio 2010 - Legge sulle epizoozie »» segue

Avamprogetto 12 maggio 2010 - Legge federale sulla protezione degli animali »» segue

Avamprogetto di modifica della legge sulla protezione degli animali - Rapporto esplicativo »» segue

 

Agosto 2010

Presa di posizione LSCV

Diverse procedure di consultazione sono state emanate dall’Ufficio federale di veterinaria (UFV) e l’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG) tra maggio ed agosto 2010. La LSCV ha emesso una presa di posizione sulle leggi e l’ordinanza seguenti:

1. Revisione della legge sulle epizootie

Abbiamo sostenuto la modifica dell’art. 21, cpv 1, che vieta il commercio ambulante di cani. L’obiettivo mirato è sopprimere gli abusi nella vendita di cuccioli, principalmente importati dai paesi est-europei. Questi animali sono acquistati in allevamenti in cui le femmine devono incessantemente partorire senza la minima igiene nè vaccinazione. I cuccioli sono generalmente ammucchiati nei cofani di automobili per poi essere venduti in Svizzera a basso prezzo, attraverso inserzioni diffuse su Internet. Oltre alle sofferenze inflitte agli animali durante il trasporto, molti soccombono di svariate malattie qualche tempo dopo la loro adozione. Altri manifestano turbe comportamentali per via dello svezzamento prematuro.
Il divieto di questo tipo di commercio era da tempo rivendicato dagli organismi di protezione degli animali. E se con la modifica della legge l’UFV si preoccupa principalmente di contenere i rischi di trasmissione di malattia a causa di questi animali importati, possiamo rallegrarci che questa disposizione sia anche favorevole alla protezione degli animali.

2. Revisione dell’Ordinanza concernente gli effettivi massimi per la produzione di carne e di uova (OEmax)

Per tramite del VETO (Associazione svizzera di organizzazioni della protezione degli animali), la Lega si è schierata sulle posizioni della Protezione svizzera degli animali (PSA/STS) per fare opposizione alle nuove disposizioni previste dall’ordinanza.
Già ora un’azienda agricola può detenere 1'500 maiali e 18'000 galline. Il nuovo testo prevede che il numero massimo di animali ammessi in questi allevamenti possa essere raddoppiato in caso di raggruppamento di due aziende agricole, ossia totalizzare 3'000 maiali e 36'000 galline. Oltre agli aspetti prettamente inerenti alla protezione degli animali, abbiamo ricordato che questi allevamenti intensivi non sono difendibili nè da un punto di vista ecologico nè da un punto di vista sanitario.

3. Revisione della Legge sulla protezione degli animali (LPAn)

L’UFV ha proposto diverse modificazioni ed integrazioni di articoli di legge, in particolare relativamente ai seguenti punti :

Modifica dell’art. 10, cpv. 2 « Allevamento e produzione di animali  »
Attualmente il Consiglio federale emana disposizioni relativamente alla produzione ed all’allevamento di animali. Può vietare l’allevamento, la produzione o la detenzione di animali che presentano determinate caratteristiche, quali anomalie fisiche o comportamentali. Con la nuova disposizione proposta, il Consiglio federale potrà vietarne l'importazione, transito, esportazione e commercializzazione, ciò che impedirebbe che questi animali possano essere importati o presentati ad esposizioni.

Modifica dell’art. 14, cpv. 2 « Commercio internazionale  »
Per memoria, la mozione (07.3848) del Consigliere nazionale (PDC/GE) Barthassat « Vietare il commercio e l’esportazione di pelli di gatti » depositata in Parlamento il 20 dicembre 2007, incaricava il Consiglio federale di modificare la LPAn per rispondere alle esigenze imposte dalla mozione.
Attualmente, la LPAn vieta unicamente l’importazione di queste pelli. La legislazione europea è più restrittiva in quanto vieta, già dal 31 dicembre 2008, il commercio, l’importazione e l’esportazione delle pelli di gatti e cani. La modifica dell’art.14 mira ad armonizzare la nostra legislazione includendovi anche le pelli di cani.

Art. 20a (nuovo) « Informazione del pubblico »
La stesura di questo nuovo articolo conferisce al Consiglio federale la possibilità di comunicare nel campo della sperimentazione animale. Nell’esposizione dei motivi, l’UFV scrive tra l’altro: « occorre migliorare la comunicazione e la trasparenza nel campo sensibile della sperimentazione animale per il quale il pubblico manifesta un profondo interesse ».
L’allestimento di questa comunicazione è tuttora poco chiara, in quanto la protezione dei dati rimane garantita. Si tratta comunque di un primo passo soddisfacente, data l’assenza totale di informazioni obiettive provenienti dagli ambienti della ricerca.

Modifica dell’art. 26 « Maltrattamento di animali »
Le pene previste in caso di maltrattamento erano già poco dissuasive, lo saranno ancora meno in futuro. In seguito all’entrata in vigore del nuovo codice penale il 1° gennaio 2007, che sostituisce le pene detentive di breve durata con aliquote giornaliere o lavoro di pubblica utilità, la LPAn deve rivedere le sue disposizioni. Per esempio, se degli animali soffrono inutilmente durante un esperimento (vedere il nostro dossier sugli esperimenti del Dott. Bize), in caso di negligenza la legislazione non prevede più una pena detentiva « o una multa di Fr 20'000.- al massimo », bensì « una pena pecuniaria di 180 aliquote giornaliere al massimo »
In questo caso, purtroppo non si può non contestare la debolezza delle nuove sanzioni.

Art. 35b (nuovo)
La stesura di questo nuovo articolo mira a conferire una base legale al sistema di informazione elettronica relativo agli esperimenti sugli animali.
Per memoria, la Lega aveva già partecipato alla messa in consultazione tra febbraio ed aprile 2009 dell’ordinanza sul « sistema d'informazione elettronico per la gestione degli esperimenti sugli animali (OGEA) », inteso a centralizzare in una banca dati tutte le procedure amministrative connesse alla pratica  della sperimentazione animale. Si trattava di riunire informazioni sulle domande di sperimentazioni animali (formulario A), i rapporti intermedi, i controlli effettuati dall’autorità cantonale, i preavvisi delle commissioni cantonali ecc.
Grande è stata la nostra sorpresa nel constatare che l’UFV aveva chiuso l’accesso ai dati, limitandoli ad ogni singolo cantone ! Sicchè, se uno scienziato inoltrava una domanda di sperimentazione animale, per esempio nel canton Berna, l’autorità e la commissione cantonale bernese erano nell’impossibilità di controllare se un esperimento simile non fosse già in corso in un altro cantone ! Avevamo vivamente contestato questi provvedimenti securitari assurdi, che di fatto non avevano altro scopo che tutelare gli interessi degli ambienti scientifici. Ai punti 7 e 8 della nostra presa di posizione avevamo richiamato all’UFV:
« Diversi gruppi di ricerca possono svolgere gli stessi esperimenti in cantoni diversi senza saperlo. È nè più nè meno che uno spreco di animali.
Gruppi di ricerca possono svolgere gli stessi esperimenti utilizzando animali diversi. Ancora una volta, è uno spreco di animali.Tra il 2006 ed il 2007, si è proceduto ad un raffronto delle pubblicazioni dei gruppi di ricerca che hanno effettuato esperimenti paragonabili. In molti casi gli esperimenti svolti in certi cantoni coinvolgevano un numero inferiore di animali. Ciò ha dimostrato:
a) che non vi è uniformizzazione tra le prassi cantonali ;
b) che i ricercatori stessi ignoravano che questi esperimenti potevano essere svolti utilizzando meno animali ;
c) che l’UFV, che eppure ha una veduta globale sulla pratica sperimentale svolta dai cantoni, non emette alcuna direttiva, non interviene presso i cantoni per accertarsi che utilizzano il minor numero richiesto di animali (art.137 OPAn). »

Un comunicato stampa (FR - DE) comune intitolato « Più trasparenza nelle sperimentazioni sugli animali nei laboratori svizzeri » e divulgato da diversi organismi di protezione degli animali (1) aveva sostenuto la divulgazione delle nostre prese di posizione il 14 aprile 2009, criticando in particolare l’opacità esistente nel campo della sperimentazione animale.
Nel novembre 2009, nel corso di una giornata di formazione organizzata dall’UFV per i membri delle commissioni cantonali sulla sperimentazione animale, i nostri due rappresentanti hanno interpellato i rappresentanti dell’UFV sull’inutilità del loro progetto di banca dati e sullo scarso dinamismo di questo ufficio. Quest’ultimo ha difeso fiaccamente il suo progetto, sostenendo la scarsa utilità per le commissioni cantonali di avere libero accesso a questi dati.

Siamo dunque stati molto soddisfatti nel prendere visione dell’art 35 b in quanto per finire consente alle commissioni cantonali un accesso « illimitato » ai dati registrati. Nella sua esposizione dei motivi, l’UFV osa addirittura la formulazione seguente:
« Conferire alle commissioni cantonali per gli esperimenti sugli animali la possibilità di consultare le domande di sperimentazione inoltrate negli altri cantoni, equivale a migliorare la protezione degli animali nel campo dellasperimentazione animale (cpv.3). In effetti le informazioni provenienti dagli altri cantoni possono essere di prezioso aiuto per le commissioni cantonali chiamate a valutare le domande di autorizzazione che sono loro sottoposte ».

Resta da verificare se la stesura degli articoli 20a e 35b risulta da una reale volontà dell’autorità federale di fare un poco più di chiarezza sulla pratica della sperimentazione animale. E soprattutto se in futuro conta di dotarsi dei mezzi di opporsi a tutti questi esperimenti assurdi che non avrebbero mai dovuto essere autorizzati in certi cantoni. Se l’UFV sembra animato da una reale volontà di difendere l’attuazione della legislazione sulla protezione degli animali, ha però anche dimostrato più volte di mancare di coraggio.

 

Note :

(1) Animalfree Research, Aerztinnen und Aerzte für Tierschutz in der Medizin, Koordination Kantonaler Tierschutz Zürich, Lega svizzera contro la vivisezione, Stiftung für das Tier im Recht e la Zürcher Tierschutz


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