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Settembre 2008

Nuova ordinanza sulla protezione degli animali

Ma ne valeva veramente la pena?

Era veramente necessario elaborare 226 articoli per illustrare misure cosmetiche e pesantezze amministrative? Dopo un primo progetto di ordinanza presentato nel luglio 2006 e messo in consultazione per 6 mesi, la sintesi delle prese di posizione e le trattative portate avanti con le diverse parti interessate, è stata operata a fine 2007. Il testo finale, preparato dall’UVF e reso pubblico lo scorso mese di aprile, sembra completamente avulso dalla realtà.

Obiettivo irrealizzabile

La nuova ordinanza, che entrerà in vigore nel settembre 2008, si prefigge come obiettivo principale la formazione dei detentori di animali. Effettivamente, sulla quasi totalità delle 80 pagine di questa nuova ordinanza, molti provvedimenti sono stati elaborati per garantire che il futuro detentore di un animale ne conosca l’ “utilizzazione” sotto tutte le sue forme.
In quanto associazione di protezione degli animali, ci si potrebbe rallegrare di queste nuove disposizioni. L’animale non è un oggetto. E la detenzione di animali dovrebbe essere riservata a colui che si impegna ad offrirgli la migliore esistenza possibile, che si tratti di un cane, di una mucca o di un coniglio.

Il problema è che questa nuova ordinanza è ben lungi dal garantire una migliore detenzione degli animali e rischia di essere un grosso bluff.
Nessuna amministrazione cantonale possiede i mezzi necessari per attuare questa ordinanza quale è concepita. Ed è molto probabile che nessun cantone stanzierà le risorse finanziarie sufficienti per farla applicare. Pertanto, i servizi tra l’altro veterinari diventeranno uffici di distribuzione di attestati, incaricati di calcolare il numero di conigli che la Signora X potrà tenere in giardino, o il numero di galline che il Signor X potrà comprare. E attenzione a chi non avrà il permesso conigli. L’amministrazione prevede procedure penali o sequestri di conigli?
La nuova ordinanza prevede anche numerosi controlli. Benissimo : i canili, gli allevamenti, le fattorie, gli stabulari. Tutti questi controlli sono quantificati nella nuova ordinanza, alcuni saranno annuali, altri da svolgere ogni due anni... Ancora una volta, per mancanza di mezzi da parte delle autorità cantonali, questa situazione darà origine ad un’organizzazione molto pragmatica dei controlli: esclusivamente su appuntamento. I controlli inopinati, non se ne parla più. D’ora in poi solo controlli con appuntamento, eseguiti in serie.
Eppure l’UVF avrebbe dovuto imparare la lezione. È già così che tutti i cantoni praticano da anni, dovendo svolgere i controlli ufficiali imposti da Berna. I cantoni hanno l’obbligo di controllare un elenco predefinito di aziende agricole che detengono animali di rendita? Perfetto, queste aziende sono avvertite con un mese di anticipo circa la data e l’ora del controllo. Berna o i servizi cantonali pensano veramente di scoprire una situazione sfavorevole agli animali procedendo in questo modo? È lecito dubitarne. Tanto più che ora è possibile ridurre i versamenti corrisposti direttamente all’allevatore, se si riscontrano gravi lacune in materia di protezione degli animali.

Dunque, invece di una nuova ordinanza che di fatto è una caricatura delle esitazioni e lacune dell’amministrazione burocratica, avremmo preferito obblighi meno coercitivi in termini amministrativi che consentirebbero di mandare sul terreno i servizi veterinari affinchè possano rendersi conto delle condizioni reali di detenzione degli animali. Controlli inopinati ben inteso. E la possibilità offerta alle autorità di infliggere sanzioni veramente dissuasive.

Miglioramento per gli animali

Se la nuova ordinanza è complessivamente molto deludente, alcune nuove disposizioni sono concretamente favorevoli agli animali.
Ci riferiamo anzitutto al miglioramento delle condizioni di custodia. La socialità degli animali è finalmente presa in conto, con l’obbligo di custodirli in gruppo, tranne qualche eccezione. La superficie minima al suolo è stata (leggermente) aumentata per gran parte delle specie animali elencate negli allegati dell’OPAn. La custodia con attacchi è più severa ma purtroppo tuttora possibile per numerosi animali allorchè è ingiustificata nella maggior parte dei casi.

Sperimentazione animale : i ricercatori ritrovano il sorriso

Gli ambienti scientifici non avevano l’aria molto contenta durante la fase consultiva dell’OPAn. Dopo la nuova legge sulla protezione degli animali votata dal Parlamento alla fine del 2005, manifestavano il timore di vedere il loro “lavoro” ostacolato. Possono tirare un sospiro di sollievo, potranno sempre, grosso modo, fare quello che gli pare.
Le uniche misure vincolanti riguardano la produzione e l’allevamento di animali transgenici. Ma queste misure sono formulate in modo talmente confuso che per gli scienziati e le autorità cantonali, si tradurranno semplicemente in una moltiplicazione di quei formulari e rubriche da compilare che stanno tanto a cuore a Berna. Invece, per gli animali che soffrono di tutti i mali possibili ed immaginabili per via delle molteplici modificazioni genetiche cui sono sottoposti di forza, sono previsti ben pochi miglioramenti.
L’unica avanzata positiva riguarda l’obbligo imposto ai ricercatori di ottenere un’autorizzazione per tutte le utilizzazioni di animali. Ogni anno, circa un terzo degli animali sono utilizzati in Svizzera per esperimenti di grado 0. Poichè gli animali sono uccisi prima di essere sottoposti ad esperimenti, gli scienziati non hanno bisogno di giustificarne l’utilizzazione. In questi casi si tratta principalmente di prelievi di tessuti o di dissezioni effettuate dagli studenti. La nuova legge e l’ordinanza sottopongono ad autorizzazione tutte le utilizzazioni di animali, tranne qualche eccezione. Pertanto, dovrebbe essere possibile opporsi a parte degli esperimenti svolti oggi, per esempio obbligando gli scienziati ad approvvigionarsi presso banche di tessuti già operative. Quanto alle dissezioni di animali, abbiamo fondate speranze di vederne la scomparsa definitiva in un prossimo futuro, grazie ai metodi alternativi disponibili.

Ma tutto sommato è una magra consolazione. Ancora una volta, non possiamo che dirci profondamente delusi da questa nuova ordinanza.


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