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Maggio 2007

Rapporto sui risultati della procedura di audizione relativa all’Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn)

Un breve richiamo: la Legge sulla protezione degli animali (LPA), votata dal popolo nel 1978, è stata interamente riveduta dal parlamento ed adottata il 16 dicembre 2005. Poichè la nuova legge entrerà in vigore all’inizio del 2008, spettava al Consiglio federale adeguare l’attuale ordinanza per la protezione degli animali, poichè il suo intento è di precisare gli articoli di legge, in particolare quelli che definiscono le misure minime in materia di detenzione di animali.
La consultazione del primo progetto di ordinanza elaborato dall’Ufficio veterinario federale è stata sottoposta alle parti interessate tra luglio e novembre 2006. Al  termine della consultazione, il Consiglio federale ha ricevuto 536 prese di posizione. Tutti i cantoni hanno preso parte alla consultazione, come pure 9 partiti politici e 331 organizzazioni o associazioni. 170 lettere inviate a privati hanno procurato oltre 3000 firme.
Il progetto di revisione è stato favorevolmente accolto da 14 cantoni (AG, BE, BL, FR, GE, JU, NE, SG, SH, SO, TG, TI, UR, ZH), mentre 7 lo hanno contestato (AI, GL, GR, OW, SZ, VD, VS).

Il rapporto, di 111 pagine, tratta tutti i campi in cui sono possibili l’utilizzazione e la detenzione di animali; esamineremo in dettaglio soltanto gli articoli del capitolo 10 che trattano della sperimentazione animale. Ricordiamo comunque alcune pratiche attualmente autorizzate ed alle quali ci siamo opposti, insieme ad altri organismi di protezione degli animali. Abbiamo chiesto per esempio:

Il divieto di utilizzare animali vivi per l’alimentazione di animali selvaggi se altri metodi consentono di alimentarli altrimenti (art.4). E’ bene sottolineare che il servizio veterinario friborghese ha addirittura difeso il divieto totale.
Argomentazione LSCV: « (…) molti animali selvaggi, in particolare i rettili, sono nutriti con animali vivi per fornire loro una distrazione o per evitare al detentore dell’animale di dover animare un animale morto per fargli ingoiare la preda. Un animale (preda) vivo non deve essere un palliativo a cattive condizioni di detenzione, povere di stimoli. Imporre questa situazione ad un animale è un atto crudele se possono essere adottate altre disposizioni».

Il divieto di utilizzare animali vivi per la formazione di cani destinati alla caccia alla tana art.68).
Argomentazione LSCV: « (…) La caccia alla tana è assolutamente contraria ai principi sanciti dalla LPA, che precisa per l’appunto all’art.4 che « nessuno deve causare in modo ingiustificato dolori ad animali (…), metterli in stato di ansia (…) ». La caccia alla tana trova una giustificazione soltanto in una « tradizione », che non ha più motivo di esistere. La regolazione degli animali toccati da questa caccia può praticarsi con altri mezzi, come per esempio il tiro in agguato. La caccia alla tana non fa più capo alla LPA attuale, l’allenamento di cani a tal fine, se citato, deve essere vietato».

Il divieto di allevare cani per la caccia (art.82).
Argomentazione LSCV: « è inconciliabile con la dignità dell’animale e l’etica della protezione degli animali, allevare animali con lo scopo esclusivo di metterli in libertà e poi cacciarli. Tanto più che questo metodo di allevamento non è quasi più praticato in Svizzera».

Il divieto delle uccisioni rituali o della decapitazione di pollame senza previo stordimento  (art.149).
Argomentazione LSCV: « La nozione di uccisione rituale deve essere soppressa. Anche il pollame ha diritto a metodi umani e moderni di stordimento ed uccisione. La decapitazione e le uccisioni rituali provocano negli animali dolori e sofferenze inutili e pertanto vanno vietate, o autorizzate previo
stordimento ».

Gli allevatori di bestiame opposti alla nuova ordinanza

Diversi provvedimenti adottati per garantire una migliore detenzione degli animali da rendita sono vivamente combattuti dalle federazioni e dai rappresentanti degli ambienti agricoli. Certe constestazioni sono scandalose e ci sembrano contrarie ai loro interessi: i produttori di carne svizzera non potranno mai rivaleggiare finanziariamente con la produzione di carne estera. Pertanto, se i nostri produttori non sono in grado di garantire un allevamento rispettoso degli animali detenuti, c’è da chiedersi perchè il consumatore dovrebbe privarsi di comprare maiale bretone o tacchino cinese.
 
Tra le contestazioni scandalose citiamo:

- quelle degli allevatori di maiali, sostenuti da alcuni cantoni e partiti politici, che si oppongono all’aumento della superficie a terra da 0,6 (ordinanza attuale ) a 0.9m2 (nuova ordinanza) per maiale. Quando si pensa che possono pesare anche un centinaio di chili alla fine dell’ingrassamento, persino 0,9 m2 per animale sono condizioni di detenzione vergognose!

- gli allevatori di conigli chiedono la soppressione delle superfici sopraelevate nelle conigliere. Queste superfici permettono alle femmine che hanno avuto piccoli di isolarsi dalla progenie, comportamento che si riscontra in libertà (i piccoli sono nutriti una volta al giorno dalla madre, che poi se ne va dalla tana, richiudendone l’estremità).

- gli allevatori di pollame che esigono la soppressione dei posatoi!

 

Capitolo 10: Sperimentazione animale – Prese di posizione

Resoconto per articolo:

Sezione 2: Animali da esperimento

Art. 155 Detenzione
Le organizzazioni di protezione degli animali (38 prese di posizione) chiedono che la detenzione individuale di animali insocievoli sia autorizzata eccezionalmente e comunque di breve durata.

 Art. 158 Provenienza degli animali da esperimento:
(Cattura di animali selvaggi per i laboratori. N.d.l.r.)
Gli istituti universitari e farmaceutici temono che questo articolo vieti l’esame degli animali. Numerosi istituti di ricerca (155) chiedono che sia riformulato per poter continuare ad autorizzare gli esperimenti zoologici sugli animali selvaggi.
Il KTT, la LSCV ed il partito socialista chiedono che vengano poste restrizioni per non mettere a repentaglio la preservazione delle specie e per non sottoporre gli animali catturati a violenze (si tratta anzitutto di vietare la cattura di animali selvaggi, principalmente primati, allorchè è dimostrato che l’intrappolamento ed il trasporto di questi animali provocano sofferenze ed un’elevata mortalità. Inoltre, in che modo convincere le popolazioni africane, per esempio, a preservare certe specie di primati in via di estinzione se le nostre università ed industrie farmaceutiche vengono a servirsi per alimentare i loro laboratori? N.d.l.r).

Art. 159 Marchiatura degli animali da esperimento
La LSCV chiede che le marchiature di animali siano introdotte in una database indipendente tanto dall’allevatore che dal fornitore per impedire ogni commercio illecito. Anche i conigli devono essere marchiati.
GR, TG, TI, ZH e l’associazione svizzera dei veterinari cantonali chiedono che siano previste per tutti gli animali da esperimento compresi i roditori da laboratorio, le tecniche di marchiatura meno mutilanti (attualmente l’ablazione delle falangi – sezionamento di un dito senza anestesia – sui roditori è la forma di marchiatura più praticata. N.d.l.r).

Art. 172 Obbligo di denunciare i portatori di una mutazione deleteria ed autorizzazione ulteriore
Le organizzazioni di protezione degli animali (38 prese di posizione) chiedono che si aggiunga che le stirpi di animali non autorizzate (in quanto fonte di sofferenze ingiustificate. N.d.l.r) devono essere segnalate alle autorità cantonali nonchè alle commissioni per la sperimentazione animale ed all’OVF.

Art. 180 Criteri di valutazione dell’indispensabilità degli esperimenti che implicano violenze sugli animali
L’ STS (PSA), Vier Pfoten, la LSCV nonchè altre 36 organizzazioni di protezione degli animali chiedono che il richiedente sia obbligato a dimostrare che l’esperimento previsto può essere realizzato con gli animali coinvolti. Gli esperimenti sui primati dovrebbero essere oggetto di una perizia pluridisciplinare.

Art. 181 Esperimenti con violenze: scopi di esperimenti inammissibili
Le università e le alte scuole (164) temono che queste disposizioni nuociano all’insegnamento. La LSCV, l’ STS (PSA) nonchè altre 37 organizzazioni di protezione degli animali e Vier Pfoten chiedono il divieto di esperimenti correlati a tabacco, armi e munizioni, prodotti cosmetici, detersivi nonchè “prodotti life-style” ed il «functional food».
Queste stesse organizzazioni di protezione chiedono che siano vietati gli esperimenti mutilanti a scopi di ricerca di base nonchè quelli con conseguenze, anche di poca entità, sui primati. Sette organizzazioni chiedono un divieto generale degli esperimenti con scimmie antropoidi.

Sezione 7: Annunci e controlli

Art. 191 Controlli
La LSCV auspica controlli inopinati (attualmente e nella maggior parte dei casi, i controlli di esperimenti nei laboratori sono preannunciati.N.d.l.r).

Art. 193 Commissione cantonale per gli esperimenti sugli animali
Stando al KTT ed alla LSCV, le autorità cantonali dovrebbero accertarsi che l’offerta di perfezionamento sia adeguata alle esigenze dei membri della commissione (questo articolo sancisce l’obbligo imposto ai membri delle commissioni di seguire corsi di perfezionamento, per esempio sull’attuazione della legislazione. N.d.l.r.). Questi ultimi dovrebbero procedere a controlli inopinati indipendentemete dalle autorità cantonali (attualmente, certi cantoni obbligano i commissari ad effettuare i controlli in presenza delle autorità, che spesso hanno “preso appuntamento”con il laboratorio da controllare! N.d.l.r.).
L’FFVFF (Stiftung Fonds für versuchstierfreie Forschung) chiede che i membri della commissione cantonale abbiano la possibilità di fare appello a specilisti esterni. Il segreto professionale dovrebbe pertanto essere reso meno vincolante.

Sezione 9: Statistica ed informazione del pubblico

Art. 194
Le università e ditte farmaceutiche temono che le disposizioni dell’articolo 190 (censimento degli animali allevati o utilizzati dai laboratori.N.d.l.r.) si traducano in un incremento massiccio (del numero) di animali (censiti), ciò che potrebbe nuocere alla salvaguardia del clima e dunque alla ricerca (attualmente un gran numero di animali detenuti nei nostri laboratori non appaiono in nessuna statistica. Grazie a questo articolo, sapremo finalmente quanti sono. Se i laboratori hanno paura che questa cifra nuocia «  alla salvaguardia del clima », vuole dire che è sicuramente scandalosamente alto! N.d.l.r.).

Il partito socialista e 39 organizzazioni di protezione degli animali chiedono invece una maggiore trasparenza, ossia di essere informati sul numero di animali e sul numero di polluzioni (esperimenti inutili. N.d.l.r.). che potrebbero risultare dai progetti di sperimentazione animale autorizzati. Sette organizzazioni di protezione degli animali ritengono che il rapporto citato al capoverso 3 debba informare anche sulle alternative.
Il KTT chiede che l’OVF sia obbligato ad adeguare regolarmente le direttive in materia di sperimentazione animale e metodi alternativi allo stato delle conoscenze scientifiche.

Capitolo 15: Esecuzione

Art. 208 Vigilanza, formazione ed informazione
Il KTT e la LSCV chiedono che venga sancito il principio secondo il quale l’OVF deve informare i cantoni e le commissioni cantonali sui nuovi metodi e le nuove tecniche scientifiche che consentono di ridurre il numero di animali. La società di protezione degli animali del canton Vaud (SVPA) auspica che si aggiunga un capoverso che sancisca il principio fondamentale in base al quale le autorità di vigilanza possono demandare certe operazioni ad organizzazioni private riconosciute.

Allegato 1: Esigenze minime per la detenzione di animali domestici

12 Maiali
Il KTT e la LSCV auspicano che sia soppressa dal titolo la menzione « eccetto minipigs » e che vengano definite le dimensioni minime per questi animali (attualmente, nessuna direttiva nè testo di legge definisce una detenzione minima per i minipigs, che sono maiali di piccole dimensioni allevati principalmente per la sperimentazione animale. N.d.l.r.).

Allegato 3: Esigenze minime per la detenzione di animali da esperimento negli stabulari autorizzati

31 e 32 Piccoli roditori
Numerose prese di posizione (194) (principalmente degli ambienti scientifici. N.d.l.r.) rifiutano le esigenze specifiche che prevedono gli oggetti da rosicchiare, la struttura del foraggio o i nascondigli (nelle gabbie), in quanto questi dati potrebbero compromettere le analisi comparative con altri Paesi, limitare la visibilità degli animali, ripercuotersi sui comportamenti connessi alla paura o generare problemi fisiologici connessi all’alimentazione.
Stando alla LSCV, l’STS (PSA), Vier Pfoten, l’Istituto di protezione degli animali dell’Università di Berna (Universität Bern, Institut für Tierzucht) ed oltre 30 altre organizzazioni di protezione degli animali, le dimensioni minime sono insufficienti e possono tradursi in condizioni detentive crudeli per gli animali nuocendo in tal modo all’attendibilità dei risultati della ricerca.
(Gli scienziati sostengono che un miglioramento della detenzione dei roditori avrà un impatto negativo sui risultati degli esperimenti, mentre le associazioni di protezione degli animali sostengono il contrario, avvalendosi di pubblicazioni scientifiche! N.d.l.r.).

 

Qualche perla

Alla lettura di questo rapporto, abbiamo inoltre preso conoscenza di posizioni ed argomentazioni piuttosto sorprendenti per non dire peggio. Alcune potrebbero essere divertenti se non si trovassero in un documento ufficiale. Altre sono francamente preoccupanti …

Il nostro trio vincente:

1° posto attribuito all’l’Università e EPF di Zurigo per il miglior conflitto di interessi rivelato all’articolo 192 « Commissione federale per gli esperimenti sugli animali » :
« L’Uni e l’EPF di Zurigo chiedono che il presidente della commissione federale sia indipendente dalle autorità cantonali e che i membri della commissione che hanno partecipato alla procedura cantonale si ritirino».

Bisogna ammettere che non sono molto fortunati questi scienziat zurighesi: La commissione zurighese incaricata di controllare gli esperimenti sugli animali è una delle rare commissioni – forse con Berna -  a funzionare correttamente in Svizzera. Per di più, l’eccellente Claudia Mertens, una delle tre rappresentanti della protezione degli animali (per il Zürcher Tierschutz) nella  commissione zurighese, è anche membro della commissione federale. Infine, la veterinaria cantonale zurighese Regula Vogel, occupa la presidenza della commissione federale.
Di fatto l’Uni e l’EPFZ chiedono se possibile che in futuro le persone meno competenti valutino le loro richieste di sperimentazioni animali. Come succede in tanti altri cantoni.

1° posto ex-aequo attribuito al cantone di Neuchâtel, per il miglior conflitto di interessi rivelato all’articolo 193 « Commissione cantonale per gli esperimenti sugli animali » :
« NE ritiene che nulla si oppone a che un rappresentante dell’autorità cantonale faccia parte della commissione e dichiara che la disposizione sul perfezionamento dei membri della commissione è totalmente sproporzionata ed inapplicabile nei piccoli cantoni».

La commissione del cantone di Neuchâtel è una di quelle che discreditano l’insieme delle commissioni cantonali. Per esempio, allorchè l’ordinanza attuale sancisce che la commissione deve essere « indipendente » dall’autorità cantonale (dati i membri che la compongono), il veterinario cantonale ne era fino a poco tempo fa il presidente! Dopo la modifica del regolamento di questa commissione, ha finalmente ceduto il posto alla … sua vice.
Abbiamo avuto uno scambio di corrispondenza con questo veterinario cantonale nel 2004, in cui abbiamo denunciato questa situazione. Ma nè il Consigliere di Stato di Neuchâtel (B.Soguel) in carica di questo dicastero nè l’OVF hanno ritenuto utile restituire a questa commissione la sua indipendenza. Anche se l’OVF, nella sua nuova ordinanza, vieta chiaramente ad un collaboratore dell’autorità di partecipare ai lavori della sua commissione. Ecco forse il motivo della poca sollecitudine di cui fa prova il cantone di Neuchâtel.

3° posto attribuito a « Interessengemeinschaft Hovawart Gebrauchshunde » e « Interessengemeinschaft Hundesportwettkämpfe » per la loro presa di posizione ansiogena nell’articolo 69 « Modo di trattare i cani » :
Allorchè « le organizzazioni di protezione degli animali ed altri partecipanti alla consultazione (105) chiedono il divieto dell’addestramento di cani ad aggredire e mordere,  tale addestramento deve essere riservato alla polizia, alle dogane, all’esercito o alle ditte di vigilanza riconosciute dallo Stato» ;
« Interessengemeinschaft Hovawart Gebrauchshunde et Interessengemeinschaft Hundesportwettkämpfe (che si potrebbe tradurre «raggruppamento di interessi dei cani di razza Hovawart» e « raggruppamento di interessi dei cani per competizioni sportive») come pure 1981 cittadini e cittadine chiedono la soppressione del divieto delle bastonate, ritenendo normale che un cane si misuri agli altri ricercando il contatto fisico e che le bastonate sono necessarie per verificare la solidità nervosa dei cani. Si dovrebbe dunque  o vietare unicamente le bastonate intese a vincere le paure ed i mal di testa dell’animale oppure autorizzare l’utilizzazione di bastoni morbidi da parte delle autorità incaricate dell’allevamento dei cani per verificare se sono idonei al servizio. Questi bastoni dovrebbero essere inoltre autorizzati nell’ambito delle competizioni internazionali o per verificare i limiti istintivi dell’animale ».

In altri termini, 2000 persone in Svizzera vogliono poter bastonare i loro cani per motivi educativi… Questa argomentazione, che secondo noi meriterebbe l’intervento di uno psichiatra, lascia letteralmente senza voce.

 

Ruolo delle commissioni cantonali sulla sperimentazione animale

La legge e l’ordinanza sulla protezione degli animali obbligano i cantoni che autorizzano le sperimentazioni animali a creare una commissione indipendente dall’autorità (spesso rappresentata dall’Ufficio o dal Servizio veterinario cantonale).
Composta da rappresentanti degli ambienti scientifici e di protezione degli animali, il suo ruolo è studiare le nuove richieste di sperimentazioni animali provenienti dagli studiosi e di dare un preavviso all’autorità. Se la decisione finale (autorizzazione o rifiuto dell’esperimento) dell’autorità è contraria alla decisione della commissione, ha l’obbligo di motivare la sua decisione2.
Se attualmente esistono 18 commissioni cantonali, deploriamo che  in alcune di esse, i rappresentanti della protezione degli animali non svolgano il ruolo che ci si può aspettare da loro, o perchè non sono competenti in materia o, peggio ancora, perchè sono favorevoli alla sperimentazione animale. Si tratta spesso di rappresentanti di rifugi per animali, generalmente piazzati dalle autorità cantonali e dunque praticamente inamovibili. Che associazioni di protezione degli animali piazzino rappresentanti in queste commissioni tanto per poter dire ai loro iscritti: « Sì, lottiamo contro la sperimentazione animale, la prova: abbiamo un rappresentante della nostra associazione nella commissione », è vergognoso e ci irrita profondamnete. Ci auguriamo una sola cosa: che queste persone se ne vadano presto e lascino il posto a protettori degli animali veramente convinti del lavoro che si ha da fare.


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