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Settember 2011

Il foie gras assente dal Salone alimentare di Colonia

Gli organizzatori dell’importante salone alimentare Anuga, che si terrà il prossimo ottobre a Colonia in Germania, hanno deciso di vietare non solo la presenza di produttori di foie gras ma anche la degustazione di questo prodotto.
Questa decisione ha scatenato l’ira di Bruno Le Maire, Ministro francese dell’Agricoltura. In una lettera indirizzata al suo omologo tedesco, di cui sollecitava l’intervento presso gli organizzatori del salone,  Bruno Le Maire ha scritto: « Per la filiera francese del foie gras è importante essere presente in un salone visitato di numerosi acquirenti, in un periodo che precede le feste di fine anno ». In caso di non intervento, il ministro francese minacciava di boicottare l’inaugurazione del salone.
Dal canto loro gli organizzatori sono rimasti del tutto insensibili alle gesticolazioni del ministro francese. « Pensiamo che nel nostro salone non ci sia più posto per il foie gras » ha dichiarato la responsabile della comunicazione. « Molti paesi ne vietano la produzione. La Germania, l’Italia, la Norvegia, l’Argentina… Abbiamo preso una decisione assolutamente chiara e intendiamo attenerci a quanto deciso. Non c’è foie gras senza ingozzamento. E noi siamo assolutamente contrari a questa pratica ».
In risposta alla critiche tedesche, il ministro francese ha dichiarato : « La Francia attua scrupolosamente tutte le normative comunitarie in materia di benessere animale », il che non è vero stando all’ente francese di protezione degli animali L214. Dal 1° gennaio 2005, una raccomandazione del Consiglio d’Europa vieta l’utilizzazione di gabbie individuali durante l’ingozzamento. Ma in Francia i produttori hanno ottenuto una proroga di cinque anni, poi di dieci anni per mettersi in regola. Stando a L214, « Le gabbie individuali sono utilizzate nel 90% degli allevamenti. Dunque il più grosso della produzione di foie gras in Francia non è conforme alla normativa europea ».

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Gennaio 2011

Produzione di foie gras in Belgio: un pò meno peggio

Le nuove norme belghe (terzo più grosso consumatore di foie gras nell’UE) in materia di detenzione di anatre per la produzione di foie gras sono entrate in vigore il 1° gennaio 2011. Con il nuovo decreto reale dell’SPF Sanità pubblica, le gabbie individuali hanno dovuto essere sostituite con gabbie collettive.
La vita di un’anatra destinata alla produzione di foie gras si articola in diverse fasi. All’età di 11-12 settimane, le anatre erano introdotte in un locale di ingozzamento e mantenute per 14 giorni in piccole gabbie individuali di 900 cm2. Le nuove regole impongono gabbie collettive atte a contenere almeno tre anatre e di una superficie al suolo di almeno 1200 cm2 per ogni anatra.
Malgrado tutto, queste nuove disposizioni non disciplinano l’ingozzamento in sè, che rimane un atto di crudeltà legale inflitto ad un animale.
La Francia ha prodotto 18'900 tonnellate di foie gras nel 2009, l’Ungheria 2’550, la Bulgaria 2’300, la Spagna 830 ed il Belgio 23 tonnellate.

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Dicembre 2009 - Campagna a favore della cessazione della vendita di foie gras dal gruppo MIGROS

Migros senza foie gras

Le feste di fine anno non sono purtroppo una festa per polli, tacchini o quant’altro. Arrosto, farciti, al forno: è così che arrivano nei nostri piatti.

La carne fa parte della nostra quotidianità alimentare e spesso risulta difficiltoso adottare un regime completamente vegetariano o vegetaliano. In molti ristoranti, il « menù vegetariano » si riduce il più delle volte ad un piatto di pasta al pomodoro. Ai pranzi o alle cene, la presenza di un ospite per il quale si deve far confezionare un pasto speciale è problematica. Come se almeno una volta un pasto non potesse essere interamente vegetariano.
Ma ci sono degli alimenti che persino i carnivori più convinti dovrebbero rifiutare nei loro piatti. Certi animali sono allevati ed uccisi in condizioni talmente ignobili che il piacere gustativo procurato dalla loro degustazione dovrebbe essere irremediabilmente rovinato.
Eppure non è così. Persino attivi protettori degli animali continuano a leccarsi i baffi mangiando cosce di rana (smembrate per lo più vive e lasciate agonizzanti fino alla morte), di quaglie (allevate in batteria, accatastate in povere gabbie) o di foie gras.
Malgrado le condizioni di allevamento denunciate da tanti anni questa « delicatesse », invece di vedere la sua produzione diminuire, continua, al contrario, ad attirare numerosi consumatori.
A prescindere dalle qualità che gli si possono trovare, il consumo di fegati provenienti da animali ingozzati dovrebbe dare la nausea a chiunqe abbia un minimo di compasione per la sofferenza altrui. Se i produttori cercano di minimizzare le sofferenze imposte a questi animali mostrando allevamenti cosiddetti rispettosi e senza costrizioni per gli animali, numerosi film girati con telecamere nascoste dimostrano che le cose sono ben diverse una volta richiuse le porte di questi allevamenti. Animali selvaggiamente intubati, ingozzati in tempo record, che soffrono di infiammazioni per via della ripetizione degli ingozzamenti e di altre malattie … La produzione di foie gras altro non provoca che miseria e sofferenza animale.

Le coscienze cominciano però a risvegliarsi. Un numero crescente di negozi alimentari, in particolare COOP e DENNER, rifiutano di vendere foie gras proveniente da animali ingozzati. Quanto alla Migros, se è vero che ha rinunciato a vendere questo prodotto nelle sue succursali svizzere tedesche, continua però a distribuirlo in Svizzera romanda e sul suo sito di vendita on-line LeShop. Ancor più deludente il fatto che ne fa addirittura la promozione ed insegna il modo migliore di cucinarlo nelle sue scuole club!

 

Azione « cartolina contro il foie gras »

 

Ringraziamo anticipatamente tutti i nostri lettori che desiderassero manifestare il proprio scontento firmando ed inviando alla Migros la cartolina allegata al presente numero. Si tratta di un’azione dell’associazione « Migros senza foie gras » sostenuta dalla LSCV e molti altri organismi di protezione degli animali.

Saranno portate avanti altre azioni, tra cui allestimento di stand informativi, distribuzione di volantini e manifestazioni davanti alle Migros romande. Tramite queste azioni, ci auguriamo che la Migros si renderà conto che promuovere un alimento la cui produzione genera tali sofferenze non è motivo di orgoglio.

Tutte le persone che desiderano sostenere questa azione possono consultare il calendario delle manifestazioni sul sito www.migras.ch oppure mettersi in contatto con l’associazione all’indirizzo mail seguente: contact@migras.ch


Metodi di produzione
del foie gras


Il foie gras (letteralmente fegato grasso, ndt) è l'organo di un’oca o di un’anatra, reso malato dalla sovralimentazione dell’animale che viene ingozzato di forza più volte al giorno, mediante un tubo metallico lungo tra 20 e 30 centimetri infilato nel gozzo fino allo stomaco. Per due o tre settimane, l’animale ingerisce in qualche secondo una quantità di mais tale che il suo fegato finisce col diventare dieci volti più voluminoso del normale. Peraltro molti animali muoiono prima della data prevista per l’uccisione.
La quantità di mais di un solo ingozzamento equivarrebbe, per un essere umano, all’ingestione rapidissima di 10 kg di cibo.


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