Ottobre 2008

Resoconto delle conferenze del MEGAT a Linz

Il 28, 29 e 30 settembre 2007 si è svolto a Linz in Austria il 14° Congresso del MEGAT per le alternative alla sperimentazione animale. Il nostro collaboratore scientifico vi si è recato ed ha potuto informarsi sugli sviluppi recenti in questo settore. Le tematiche trattate nel corso di queste tre giornate sono state molto varie: la politica dei prodotti chimici nell’Unione Europea (REACH (1)), l’ecotossicologia (2), le buone pratiche di cultura cellulare, la nanotossicologia (3), la tossicologia in generale, i risvolti etici e legali della sperimentazione animale, il 7° emendamento relativo ai cosmetici (4), nonchè la tossicità dei prodotti chimici mirati su organi particolari.
Parallelamente alle relazioni ed alle conferenze, due sessioni di poster hanno consentito ai ricercatori di presentare i loro risultati nonchè di dibattere con le persone interessate ai loro lavori.

Diverse presetanzioni orali e poster sono state particolarmente interessanti :

Conferenza di Richard Vogel
«La necessità di migliorare la strategia integrata con i test di tossicitià riproduttiva nell’ambito di REACH»
Richard Vogel, dell’istituto federale per la valutazione dei rischi in Germania (ZEBET), ha criticato le procedure dei test di tossicità che prevedono un numero ingiustificato ed sproporzionato di animali. stando alla nuova legislazione in materia di prodotti chimici REACH dell’Unione europea, circa 30’000 sostanze chimiche esistenti dovrebbero essere valutate, in termini di tossicità, nei prossimi 15 anni. Circa 3000 di queste sostanze chimiche sono prodotte in grandi quantità (oltre mille tonnellate) e dovranno essere testate prioritariamente neo corso dei primi 3 anni a partire dall’entrata in vigore della legislazione REACH. Stando alle stime della Commissione europea, circa il 70% degli animali da sperimentazione sono utilizzati per testare la tossicità dei prodotti chimici sulla riproduzione. Il progetto REACH prescrive che le prove di tossicità di un prodotto chimico sulla riproduzione siano realizzate su due generazioni successive di ratti di laboratorio. Pertanto, utilizzando la procedura standard per i prodotti chimici con volumi di produzione superiore a mille tonnellate, saranno necessari 3000 ratti per testare una sola sostanza chimica.

Conferenza di Katy Taylor
« Le tecniche in vitro e la nanotossicità »
Katy Taylor è la coordinatrice scientifica dell’Unione britannica per l’abolizione della vivisezione. Nel corso della sua conferenza, ha comunicato informazioni cruciali e pertinenti sull’inefficacia dei test di farmaci sperimentali sugli animali. Riferendosi ad un testo ufficiale dell’amministrazione americana dell’alimentazione e dei prodotti farmaceutici (Food and Drug Administration, FDA) pubblicato a cura del suo segretario alla sanità Mike Leavitt il 12 gennaio 2006, Katy Taylor ha tenuto a far presente che « attualmente nove farmaci su dieci non superano gli esami clinici per via del fatto che non si può predire con precisione in che modo questi farmaci si comporteranno negli esseri umani se ci si basa unicamente sugli studi di laboratorio e gli animali (5) » Inoltre, solo un farmaco su dodici supera i test clinici detti di fase 1(6)  per essere immesso sul mercato (7). In questo testo ufficiale della FDA, il Dr.Mike Leavitt aggiunge laconicamente che «ciò riflette un aggravamento del tasso di esiti positivi di circa il 14%. In altri termini, un farmaco che entra nella fase 1 delle prove cliniche nel 2000 non era più suscettibile di arrivare sul mercato che nel 1985. I recenti progressi registrati dalla ricerca biomedica non hanno migliorato la capacità d'identificare le molecole terapeutiche scelte (8)».
Se ne desume pertanto che malgrado l’utilizzazione da decenni di un numero esorbitante di animali per testare nuovi farmaci, non si è registrato alcun miglioramento in termini di capacità di individuare le molecole terapeutiche efficaci. Nemmeno i cosiddetti “progressi” della ricerca biomedica hanno avuto effetti positivi in questo senso. È pertanto palese che la ricerca detta “preclinica” svolta tra l’altro su animali, non è probante. È increscioso che questo tipo di informazioni non sia reso pubblico sulla stampa ufficiale e che soltanto giornali come quello della Lega ....

Conferenza di Helena Kandarova
« Prova in vitro della corrosione cutanea: riproducibilità nel tempo e metodologia ottimizzata per i test dei prodotti chimici in interferenza con il criterio MTT »
i prodotti chimici possono potenzialmente provocare effetti corrosivi sulla pelle, e gli industriali hanno l’obbligo di valutare questi effetti nefasti. In passato, i test di corrosione dai prodotti chimici erano effettuati principalmente sulla pelle di conigli vivi. Ma dal 2000, l’Unione Europea ha convalidato un metodo in vitro per verificare la corrosività dei prodotti chimici su cellule epidermiche umane ricostituite in laboratorio.
Nel corso della sua conferenza, Helena Kandarova ha tra l’altro dichiarato che questa impostazione in vitro che utilizza una decina di prodotti chimici, mostra, al termine di un accurato studio durato 7 anni, risultati eccellenti a fronte dei dati in vivo sull’animale ottenuti prima del 2000. Pertanto è importante ricordare che esistono metodi alternativi in vitro per testare la tossicità di prodotti chimici. La Lega peraltro sostiene attivamente un laboratorio che sviluppa tessuti umani ricostituiti in vitro. Detti tessuti sono utilizzati per lo studio di malattie umane e la valutazione della tossicità di farmaci e prodotti chimici. Questo procedimento consente di sostituire i test sugli animali finora utilizzati e di ottenere risultati più attendibili in quanto effettuati direttamente su materiale umano.

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Note:

(1) Vedi i nostri precedenti giornali n° 6, 9 e 14

(2) L’ecotossicologia è lo studio della nocività dei proditti chimici sugli ecosistemi ed è una disciplina interfaccia tra l’ecologia e la tossicologia.

(3) La nanotossicologia studia le tossicità delle nanoparticelle, che hanon dimensioni dell’ordine di milionesimi di millimetri (10-9 m).

(4) Il 1° luglio 2007 è entrata in vigore la versione 2007 della normativa GB 7916-1999 (Hygienic Standards for Cosmetics, standard per i cosmetici in materia di igiene), che pubblica l’elenco degli ingredienti regolamentati nei cosmetici. La nuova normativa raddoppia il numero di prodotti vietati nella fabbricazione dei cosmetici (1286 complessivamente).

(5) «Currently, nine out of ten experimental drugs fail in clinical studies because we cannot accurately predict how they will behave in people based on laboratory and animal studies» http://www.fda.gov/bbs/topics/news/2006/NEW01296.html

(6) Si tratta di determinare, nel corso della fase 1, la tossicità e la dose massima sicura per un prodotto.

(7) «For example, a new medicinal compound entering Phase 1 testing, often representing the culmination of upwards of a decade of preclinical screening and evaluation, is estimated to have only an 8 percent chance of reaching the market» http://www.fda.gov/oc/initiatives/criticalpath/whitepaper.html

(8) «This reflects a worsening outlook from the historical success rate of about 14 percent. In other words, a drug entering Phase 1 trials in 2000 was not more likely to reach the market than one entering Phase 1 trials in 1985. Recent biomedical research breakthroughs have not improved the ability to identify successful candidates