Resoconto
delle conferenze del MEGAT a Linz
Il 28,
29 e 30 settembre 2007 si è svolto
a Linz in Austria il 14° Congresso del
MEGAT per le alternative alla sperimentazione
animale. Il nostro collaboratore scientifico
vi si è recato ed ha potuto informarsi
sugli sviluppi recenti in questo settore.
Le tematiche trattate nel corso di queste
tre giornate sono state molto varie: la politica
dei prodotti chimici nell’Unione Europea
(REACH (1)), l’ecotossicologia (2),
le buone pratiche di cultura cellulare, la
nanotossicologia (3), la tossicologia in
generale, i risvolti etici e legali della
sperimentazione animale, il 7° emendamento
relativo ai cosmetici (4), nonchè la
tossicità dei
prodotti chimici mirati su organi particolari.
Parallelamente alle relazioni ed alle conferenze,
due sessioni di poster hanno consentito
ai ricercatori di presentare i loro risultati
nonchè di dibattere con le persone
interessate ai loro lavori.
Diverse presetanzioni orali e poster sono
state particolarmente interessanti :
Conferenza di Richard Vogel
«La necessità di migliorare
la strategia integrata con i test di tossicitià riproduttiva
nell’ambito di REACH»
Richard Vogel, dell’istituto federale
per la valutazione dei rischi in Germania
(ZEBET), ha criticato le procedure dei test
di tossicità che prevedono un numero
ingiustificato ed sproporzionato di animali.
stando alla nuova legislazione in materia
di prodotti chimici REACH dell’Unione
europea, circa 30’000 sostanze chimiche
esistenti dovrebbero essere valutate, in
termini di tossicità, nei prossimi
15 anni. Circa 3000 di queste sostanze chimiche
sono prodotte in grandi quantità (oltre
mille tonnellate) e dovranno essere testate
prioritariamente neo corso dei primi 3 anni
a partire dall’entrata in vigore della
legislazione REACH. Stando alle stime della
Commissione europea, circa il 70% degli animali
da sperimentazione sono utilizzati per testare
la tossicità dei prodotti chimici
sulla riproduzione. Il progetto REACH prescrive
che le prove di tossicità di un prodotto
chimico sulla riproduzione siano realizzate
su due generazioni successive di ratti di
laboratorio. Pertanto, utilizzando la procedura
standard per i prodotti chimici con volumi
di produzione superiore a mille tonnellate,
saranno necessari 3000 ratti per testare
una sola sostanza chimica.
Conferenza di Katy Taylor
« Le tecniche in vitro
e la nanotossicità »
Katy Taylor è la coordinatrice scientifica
dell’Unione britannica per l’abolizione
della vivisezione. Nel corso della sua conferenza,
ha comunicato informazioni cruciali e pertinenti
sull’inefficacia dei test di farmaci
sperimentali sugli animali. Riferendosi ad
un testo ufficiale dell’amministrazione
americana dell’alimentazione e dei
prodotti farmaceutici (Food and Drug Administration,
FDA) pubblicato a cura del suo segretario
alla sanità Mike Leavitt il 12 gennaio
2006, Katy Taylor ha tenuto a far presente
che « attualmente nove farmaci su dieci
non superano gli esami clinici per via del
fatto che non si può predire con precisione
in che modo questi farmaci si comporteranno
negli esseri umani se ci si basa unicamente
sugli studi di laboratorio e gli animali
(5) » Inoltre,
solo un farmaco su dodici supera i test clinici
detti di fase 1(6) per essere immesso
sul mercato (7). In questo testo ufficiale
della FDA, il Dr.Mike Leavitt aggiunge laconicamente
che «ciò riflette un aggravamento
del tasso di esiti positivi di circa il 14%.
In altri termini, un farmaco che entra nella
fase 1 delle prove cliniche nel 2000 non
era più suscettibile di arrivare sul
mercato che nel 1985. I recenti progressi
registrati dalla ricerca biomedica non hanno
migliorato la capacità d'identificare
le molecole terapeutiche scelte (8)».
Se ne desume pertanto che malgrado l’utilizzazione
da decenni di un numero esorbitante di animali
per testare nuovi farmaci, non si è registrato
alcun miglioramento in termini di capacità di
individuare le molecole terapeutiche efficaci.
Nemmeno i cosiddetti “progressi” della
ricerca biomedica hanno avuto effetti positivi
in questo senso. È pertanto palese
che la ricerca detta “preclinica” svolta
tra l’altro su animali, non è probante. È increscioso
che questo tipo di informazioni non sia reso
pubblico sulla stampa ufficiale e che soltanto
giornali come quello della Lega ....
Conferenza di Helena Kandarova
« Prova in vitro della corrosione
cutanea: riproducibilità nel tempo
e metodologia ottimizzata per i test dei
prodotti chimici in interferenza con il
criterio MTT »
i prodotti chimici possono potenzialmente
provocare effetti corrosivi sulla pelle,
e gli industriali hanno l’obbligo di
valutare questi effetti nefasti. In passato,
i test di corrosione dai prodotti chimici
erano effettuati principalmente sulla pelle
di conigli vivi. Ma dal 2000, l’Unione
Europea ha convalidato un metodo in vitro
per verificare la corrosività dei
prodotti chimici su cellule epidermiche umane
ricostituite in laboratorio.
Nel corso della sua conferenza, Helena Kandarova
ha tra l’altro dichiarato che questa
impostazione in vitro che utilizza una decina
di prodotti chimici, mostra, al termine di
un accurato studio durato 7 anni, risultati
eccellenti a fronte dei dati in vivo sull’animale
ottenuti prima del 2000. Pertanto è importante
ricordare che esistono metodi alternativi
in vitro per testare la tossicità di
prodotti chimici. La Lega peraltro sostiene
attivamente un laboratorio che sviluppa tessuti
umani ricostituiti in vitro. Detti tessuti
sono utilizzati per lo studio di malattie
umane e la valutazione della tossicità di
farmaci e prodotti chimici. Questo procedimento
consente di sostituire i test sugli animali
finora utilizzati e di ottenere risultati
più attendibili in quanto effettuati
direttamente su materiale umano.
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Note:
(1)
Vedi i nostri precedenti giornali n° 6,
9 e 14
(2) L’ecotossicologia è lo studio
della nocività dei proditti chimici
sugli ecosistemi ed è una disciplina
interfaccia tra l’ecologia e la tossicologia.
(3) La nanotossicologia studia le tossicità delle
nanoparticelle, che hanon dimensioni dell’ordine
di milionesimi di millimetri (10-9 m).
(4) Il 1° luglio 2007 è entrata
in vigore la versione 2007 della normativa
GB 7916-1999 (Hygienic Standards for Cosmetics,
standard per i cosmetici in materia di igiene),
che pubblica l’elenco degli ingredienti
regolamentati nei cosmetici. La nuova normativa
raddoppia il numero di prodotti vietati nella
fabbricazione dei cosmetici (1286 complessivamente).
(5) «Currently,
nine out of ten experimental drugs fail in
clinical studies because we cannot accurately
predict how they will behave in people based
on laboratory and animal studies» http://www.fda.gov/bbs/topics/news/2006/NEW01296.html
(6)
Si tratta di determinare, nel corso della
fase 1, la tossicità e la dose massima
sicura per un prodotto.
(7) «For
example, a new medicinal compound entering
Phase 1 testing, often representing the culmination
of upwards of a decade of preclinical screening
and evaluation, is estimated to have only
an 8 percent chance of reaching the market» http://www.fda.gov/oc/initiatives/criticalpath/whitepaper.html
(8) «This
reflects a worsening outlook from the historical
success rate of about 14 percent. In other
words, a drug entering Phase 1 trials in
2000 was not more likely to reach the market
than one entering Phase 1 trials in 1985.
Recent biomedical research breakthroughs
have not improved the ability to identify
successful candidates
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