Août 2009 - Seguito del nostro dossier (3)

« Vivisezione autorizzata in Svizzera su 100 uccelli di una specie iscritta sulla lista rossa » 

Nel 2008, abbiamo riferito sul nostro dossier relativo alla denuncia sporta presso la Procura di Soletta contro uno scienziato del canton Vaud, il Dott. Bize, e l’Ufficio cantonale di veterinaria (UCV).
Allorchè erano mesi che aspettavamo che la Procura si decidesse a trattare il dossier, le cose si sono precipitate il 17 dicembre 2008  dopo che la Procura ha incaricato la commissione sulla sperimentazione animale del cantone di Zurigo, di verificare la validità degli esperimenti svolti dal Dott. Bize.
Il 29 aprile 2009, la commissione zurighese ha risposto per iscritto alle 19 domande  poste dalla Procura. Il 20 maggio, quest’ultima ha trasmesso due documenti al nostro avvocato, fissando al 13 giugno il termine utile per presa di posizione.
Il primo documento si riferisce ad una lettera dell’Ufficio federale di veterinaria (UFV), in cui riconosceva (finalmente) che la domanda del Dott. Bize non era stata sottoposta ad una commissione cantonale, in violazione a quanto imposto per legge. Quindi, dalla nostra prima interpellazione nel maggio 2007, abbiamo dovuto aspettare niente di meno che due anni prima che l’autorità ammettesse di non aver rispettato la legge vigente. Nel tentativo di giustificarsi, l’UFV scrive che essendo il Dott. Bize già conosciuto per aver svolto esperimenti simili, « la decisione di presentare la domanda alla Commissione bernese era stata lasciata tra le mani competenti dell’UCV » !
Nella nostra presa di posizione indirizzata alla Procura di Soletta il 12 giugno 2009, abbiamo fatto presente che: 
1) L’Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn), segnatamente l’art. 62, non lascia la libertà alle autorità cantonali di decidere se vogliono o meno trasmettere una richiesta ad una commissione.
2) E’ l’UFV ad elaborare i testi delle ordinanze e direttive in materia di protezione degli animali. Pertanto è incredibile che l’autorità federale inciti un’autorità cantonale a non seguire le procedure da essa stessa predisposte.
3) Diversamente da quanto lascia intendere l’UFV, i precedenti esperimenti condotti dal Dott. Bize erano completamente diversi dall’esperimento denunciato, l’unico che comportava interventi chirurgici che hanno cagionato la morte di diversi uccelli. Gli esperimenti precedentemente preavvisati dalla commissione bernese implicavano unicamente manipolazioni e prelievi del sangue. Pertanto era fondamentale che una commissione desse un preavviso a questa domanda in modo che le accuse fossero sufficienti per esigere un controllo degli interventi chirurgici da parte dell’autorità cantonale.

Il secondo documento era la perizia della commissione zurighese. Globalmente, le commissioni cantonali non brillano per la loro alacrità. Ai sensi della legge vigente (art.34 LPDA, 139 OPAn), i cantoni che autorizzano le sperimentazioni animali hanno l’obbligo di istituire commissioni indipendenti dall’autorità cantonale. Costituite da specialisti e rappresentanti della protezione degli animali, sono chiamate a valutare le richieste degli scienziati e ad emettere un preavviso (positivo o negativo) indirizzato all’autorità. In altri termini, nominate prevalentemente scienziati che svolgono esperimenti sugli animali o comunque vicini a questi ambienti, pagate male o non pagate affatto i membri per il lavoro che svolgono ed avrete una commissione abbastanza rappresentativa di quelle esistenti. Sulla quindicina di commissioni cantonali operative in Svizzera, solo due o tre sono relativamente credibili. Poichè la commissione zurighese è reputata come la più «severa», ci si poteva ragionevolmente aspettare di ricevere una perizia motivata e fattuale. Ebbene no. Redatta in termini lapidari, la «perizia» non dice quel granchè. Per esempio, alla domanda n°2 della Procura che chiede « Questo dolore (dovuto all’incisione praticata senza anestesia) può essere ritenuto insignificante ai sensi dell'art. 16, cpv.2 LPDA ? », la commissione risponde evasivamente: « Il dolore inflitto può essere ritenuto insignificante » ! E alla domanda n°8 « A vostro avviso, gli uccellini hanno subito dolori inutilmente? », la commissione risponde « alla luce dell’obiettivo di questa sperimentazione, si trattava del metodo più adeguato per applicare il medicamento. In questo senso, gli animali non hanno subito dolori inutili ».

In risposta alla perizia della commissione zurighese, abbiamo comunicato alla Procura la presa di posizione seguente (stralci) :
«Se si può capire la posizione inconfortevole in cui si è trovata la commissione chiamata a trattare un dossier in base alle dichiarazioni del Dott. Dr Bize (formulario A) senza poterlo interrogare sulla fondatezza di certe procedure, sarebbe comunque stato preferibile che si astenesse dal rispondere a certe domande piuttosto che emettere una presa di posizione contestabile.
(…) La commissione ritiene insignificante il dolore cagionato dall’intervento chirurgico. Viene peraltro precisato (risposta 10) che la commissione non ha mai esaminato simile domanda e (nella conclusione) che questa risposta è stata data all’unanimità dei membri. Molti di loro però non hanno la formazione scientifica che gli permette di dare un parere in materia. Ci riferiamo tra l’altro al Presidente della commissione, il Dott. Klaus Peter Rippe, specialista in etica.
Poichè questo tipo di esperimenti non è mai stato studiato e l’utilizzazione di uccelli non essendo abituale per esperimenti a Zurigo, è increscioso che la commissione non abbia motivato la sua decisione su questa questione. Tanto più che è in totale contraddizione con il parere di veterinari abituati a curare uccelli (…).
(…) Presa la necessaria distanza, la posizione della commissione si rivela assolutamente paradossale. (…) Sapendo che gli uccelli rinvenuti per la strada soffrivano di svariate infezioni, certamente all’origine del decesso di un ucello (secondo l’autopsia praticata dal laboratorio tedesco di stato di Hessen), è sorprendente che la commissione dichiari alla domanda 8 che si trattava del « metodo più adeguato per applicare il medicamento », ed ancor più stupefacente che dichiari che gli uccelli « non hanno subito dolori inutili ».
Sapendo inoltre che 4 uccelli sui 36 operati sono stati dichiarati morti (senza sapere in che stato erano gli altri 32), ciò che equivale ad un tasso di mortalità dovuto agli esperimenti di oltre il 10%, deploriamo che la domanda 2 della commissione non sia stata motivata ».

Decisione della Procura di Soletta
Si attende una decisione nelle prossime settimane, ciò che chiuderebbe questo dossier. Era ora, dopo tre anni di procedura! Alla luce degli elementi presenti, è appurato che le autorità cantonali e federali si sono rese colpevoli di violazione della legislazione vigente, motivo per cui devono essere sanzionate.
Invece, alla luce della perizia della commissione zurighese, malgrado la morte di uccelli, la responsabilità del Dott. Bize potrebbe essere scartata. Se ciò dovesse accadere, dato che il nostro obiettivo non è mai stato la sua umiliazione pubblica, vivremo con questa decisione. Di fatti, in ultima analisi, uno scienziato (normalmente) fa quello che è autorizzato a fare. Rendendo pubblico questo dossier l’obiettivo era mettere in luce le incompetenze delle autorità cantonali e la realtà della pratica della sperimentazione animale :
1) No, la legislazione vigente non è veramente restrittiva. È formulata in modo talmente evasivo che non è praticamente possibile per un cantone opporsi ad un esperimento, tanto è grande il rischio che la sua decisione sia cassata da un tribunale amministrativo.
2) No, non esistono controlli seri nei cantoni. Alcuni si distinguono dalla massa e fanno quello che possono con i mezzi che gli vengono attribuiti. E gli altri? Cosa pensare del cantone di Soletta che non ha nemmeno ritenuto utile controllare lo stato degli uccelli operati dal Dott. Bize ?

L’integralità di questo dossier può essere consultata sul nostro sito Internet a pagina:
http://www.lscv.ch/pages/experimentation_animale/bize/communique.html

Richiamo dei fatti

Due giovani rondoni muniti di anelli e che riportavano ferite di cui si poteva imputare l’origine ad un intervento chirurgico, sono rinvenuti nel luglio 2006, in una via del centro di Soletta. Malgrado le cure prodigate, questi uccellini muoiono qualche giorno dopo. Un’autopsia praticata da un laboratorio tedesco rivela la presenza di una compressa sotto il derma, e che la morte dell’animale era dovuta all’infezione della ferita che non si era rimarginata. Viene dunque sporta denuncia per maltrattamenti contro gli animali.
L’Ufficio cantonale di veterinaria di Soletta, chiamato a pronunciarsi, riconosce di aver rilasciato al Dott. Bize nel luglio 2006, un’autorizzazione di studiare l’impatto dello stress sullo sviluppo dei rondoni a ventre bianco, specie protetta in Svizzera. L’esperimento consisteva nell’incidere nel vivo – senza anestesia locale nè somministrazione di un analgesico – il fianco di un centinaio di questi giovani uccelli. 50 dovevano ricevere una compressa di corticosterone (ormone che provoca uno stress) sotto la pelle. Gli altri 50 servivano da controllo (vengono operati 36 uccelli prima che sia posto termine all’esperimento). Nei mesi successivi, malgrado i tentativi delle autorità di minimizzare le proprie responsabilità, emergono numerose violazioni delle procedure di rilascio di un’autorizzazione di sperimentazione animale. La Procura di Soletta era pertanto chiamata a prendere posizione quanto al metodo utilizzato ed all’obiettivo di ricerca del Dott. Bize, contestato dai querelanti, giustificato dallo scienziato, dall’UCV e dall’UFV.