Settembre
2007
Nessun finanziamento
pubblico per gli esperimenti sugli animali all’estero
Scienziati delle università dei cantoni
di Ginevra e Vaud pensavano di poter fare i loro esperimenti in perfetta
tranquillità dall’altra parte della frontiera nei laboratori
del Biopark di Archamps, in Francia: è andata male.
Denunciati dalla Lega, questi scienziati resteranno finalmente a
casa loro. Almeno per il momento.
Eppure il progetto di collaborazione tra scienziati
svizzeri e francesi era stato portato avanti nella massima discrezione.
Persino la stampa romanda si guardava bene dal parlare di sperimentazioni
animali, preferendo allusioni più poetiche tipo “laboratorio
del vivente”. La stampa francese, dal canto suo, annunciava
senza complessi l’allestimento di questo nuovo laboratorio
dedicato alla sperimentazione animale.
Avvertiti dai nostri amici del rifugio della speranza a Arthaz, nella
Francia limitrofa, abbiamo scoperto il vero obiettivo di questo progetto.
Dopo qualche ricerca, è emerso chiaramente che la partecipazione
delle nostre università a questi esperimenti sarebbe diventata
una realtà nel più totale disprezzo per le prassi autorizzate. È in
questo senso che abbiamo scritto al Consiglio di Stato di Ginevra
a due riprese, il 28 marzo ed il 14 maggio 2007 :
" Oggetto:
Sperimentazioni animali / Collaborazione di scienziati ginevrini
con il futuro Istituto BioPARK "
Egregio Presidente,
Egregi Consiglieri di Stato,
La “Tribune de Genève” del
24 novembre scorso ha sottolineato la presenza del Presidente del
Consiglio di Stato al momento della posa della prima pietra del « BioPARK »,
installato a Archamps in Francia.
L’articolo citava diversi progetti di ricerche con la partecipazione
di 15 ricercatori di Ginevra ed alcuni di Losanna, che saranno prossimamente
chiamati a lavorare in un « laboratorio del vivente » dedicato
in parte allo studio delle malattie neurodegenerative.
Un articolo pubblicato su un giornale della Savoia qualche giorno
dopo, dedicato allo stesso argomento, precisava l’utilizzazione
da parte dei ricercatori, di animali vivi, segnatamente primati (lemuri)
e roditori.
Dalla pubblicazione degli articoli citati, riceviamo
un certo numero di chiamate, sia dalla Francia che dalla Svizzera,
di privati ed associazioni, scandalizzati che esperimenti su primati
ed altri animali possano svilupparsi in un nuovo centro.
Anche se non molto sorpresi, siamo comunque alquanto delusi di constatare
che ancora una volta sono incoraggiati progetti che utilizzano animali
vivi mentre progetti volti a sviluppare nuovi modelli alternativi
possono svilupparsi in un nuovo centro.
Tuttavia, poichè sembra appurato il coinvolgimento
di diversi gruppi di ricerca ginevrini, vorremmo ottenere, entro
i limiti fissati dalla LIPAD (1),
le informazioni seguenti:
1.Studiosi dell’Università o dell’Ospedale
cantonale universitario parteciperanno veramente a sperimentazioni
animali presso il Centro di Archamps ?
Se sì, di quali gruppi di ricerca si tratta ?
2.Quali specie di animali saranno utilizzate
per questi esperimenti ?
3. Quali esperimenti saranno praticati sugli
animali, e sarebbero autorizzati in Svizzera?
4.Quali effetti sono attesi sulla salute degli
animali, e se questi esperimenti si svolgessero nel nostro paese,
in quali gradazioni sarebbero classificati (secondo le direttive
OVF)?
5.Questi progetti di ricerca sono finanziati
con il sostegno del Fondo Nazionale della Ricerca Scientifica (FNS),
dell’Università o altre fonti di finanziamento pubblico?
Nei primi due casi, i progetti di ricerca devono
adempiere ai « Principi
d’etica e direttive per la sperimentazione animale » emanate
dall’Accademia svizzera di Scienze Mediche (ASSM) e dall’Accademia
svizzera di Scienze Naturali (SCNAT). Si tratta anzi di una condizione
di finanziamento da parte del FNS.
Tali direttive, di cui alleghiamo una copia alla presente, si applicano
a tutti gli scienziati svizzeri ed indicano, segnatamente al punto
5.2 :
« Gli
scienziati in attività in Svizzera si
sforzano di non svolgere nè partecipare
all’estero ad esperimenti che contravverrebbero
alla legislazione svizzera sulla protezione
degli animali e che sarebbero indifendibili
alla luce dei presenti principi e direttive ».
Quanto al finanziamento di sperimentazioni animali svolte all’estero,
il FNS è ancora più chiaro poichè nella sua
lettera del 16 gennaio 2007, ci ha affermato:
« Il
FNS non può finanziare progetti o sottoprogetti
portati avanti all’estero, se sono contrari
al diritto svizzero (…). »
6.Se sono coinvolti studiosi dell’Università o
dell’ospedale, quali mezzi sono stati posti in opera per garantire
che i progetti citati siano conformi alla nostra legislazione ?
7.La detenzione degli animali coinvolti nelle
ricerche è conforme al diritto svizzero? Se la risposta è positiva,
esiste una convenzione che consentirebbe all’autorità cantonale,
per esempio l’Ufficio veterinario, di partecipare ai controlli
sulla detenzione degli animali?
Se no, chi procederà ai controlli ?
8.Gli animali utilizzati, segnatamente i primati,
provengono da allevamenti riconosciuti?
Se sì, quali?
Ottenere garanzie sullo svolgimento di questi
esperimenti sembra capitale. In effetti, abbiamo saputo da un ricercatore
dell’Università, che qualche anno fa è stato
abbandonato un progetto che coinvolgeva primati, a causa delle condizioni
imposte dalle autorità cantonali. Sembra pertanto particolarmente
inaccettabile che scienziati, con il sostegno dei contributi pubblici,
percorrano qualche chilometro per sottrarsi a questa legislazione.
Ringraziando per la vostra attenzione, ed in
attesa di una vostra risposta, inviamo distinti saluti.
Nel suo “Point
Presse” 2 del 27 giugno scorso, il Consigio di Stato
ci ha finalmente fatto avere una risposta :
« BioPark
di Archamps : risposta alla Lega svizzera contro
la vivisezione
Nella sua risposta
alla Lega svizzera contro la vivisezione
riguardo alle sperimentazioni animali sul
sito di Archamps (BioPark), il Consiglio
di Stato ha apportato le precisazioni seguenti.
Il BioPark di Archamps è stato ideato
per diventare un polo di ricerca al servizio
delle università francesi e svizzere,
per centralizzare conoscenze scientifiche
e know-how relativi alla sperimentazione
animale.
(…) Il governo fa presente che nessun
ricercatore svizzero collabora ad esperimenti
a Archamps, quantunque siano stati presi
contatti nell’estate 2006. Nel totale
rispetto delle disposizioni legali, il
Consiglio di Stato è estremamente
vigilante ogniqualvolta l’utilizzazione
di animali a fini scientifici si rivela
indispensabile ».
Se siamo soddisfatti di sapere che questi scienziati
sono stati richiamati all’ordine, non per questo il dossier è chiuso.
Il più grosso delle sperimentazioni animali era previsto per
la fine dell’anno. Nella sua risposta squisitamente politica,
il Consiglio di Stato non ha annunciato nel giugno scorso il ritiro
definitivo degli scienziati svizzeri, ma nessuno di loro collabora
per il momento. Resteremo dunque vigilanti e seguiremo le attività svolte
a Archamps con una particolare attenzione.
(1) Legge
sull’informazione pubblica, che obbliga questa amministrazione
cantonale a fornire informazioni sulle attività in seno
alle istituzioni che le fanno capo. |