Azioni positive nel 2008
Si potrebbe
avere l’impressione
che la protezione degli animali non
si evolva molto nel nostro paese. La
ripetizione di atti di crudeltà legati
alle cattive condizioni di detenzione
di animali, ed altri casi che denunciano
il lassismo delle autorità a
livello di attuazione della legislazione
possono dare l’impressione che
le azioni dei protettori degli animali
sono vane e che la sorte degli animali
suscita scarso interesse presso i nostri
rappresentanti politici eletti a Berna.
La realtà è diversa. È vero
che poche azioni in favore degli animali
vengono rese pubbliche. Nel 2008, tranne
l’azione SOS Chats (NE) che chiedeva
il divieto del commercio delle pelli
di gatti, di cui i media hanno parlato
molto, i progressi per la protezione
degli animali sono stati portati discretamente
a conoscenza del pubblico quando non
sono stati addirittura completamente
ignorati dai media.
Ma azioni concrete in favore degli
animali sono state proposte, discusse
ed in certi casi accettate dal nostro
parlarmento federale l’anno scorso.
Tra queste azioni, ricordiamo
le seguenti:
- il 10
settembre 2008, il Consiglio federale
ha accettato la mozione (08.3432)1
del Consigliere nazionale (CN) zurighese
Ruedi Aschbacher (Partito evangelico/EVP)
con la quale si chiede che le basi
legali siano modificate al più presto
affinchè « l’importazione
ed il commercio di prodotti derivati
da foche siano vietati in Svizzera ».
- il 18
settembre 2008, dopo l’adozione
da parte del Consiglio degli Stati
(CS) 2 ed il CN il 20 marzo 2008, e
l’approvazione da parte del Consiglio
federale il 13 febbraio 2008 della
mozione (07.3848) del CN ginevrino
Luc Barthassat (Partito democratico
cristiano/PDC) che chiede il
divieto del commercio e dell’esportazione
di pelli di gatti, l’Ufficio
federale di veterinaria (UFV) è stato
incaricato di predisporre un testo
di legge che modifica la legge attuale
sulla protezione degli animali. Il
nuovo articolo di legge includerà inoltre
il divieto del commercio e l’esportazione
delle pelli di cani.
- il 19 settembre 2008, il Consiglio
federale ha accettato la mozione (08.3356)
della CN zurighese Tiana Angelina Moser
(Partito verde liberale/GLP) che chiede
la dichiarazione
obbligatoria nei commerci della carne
di conigli allevati in batteria, non
conforme alle regolamentazioni svizzere.
Il CN ha accettato questa mozione il
3 ottobre 2008.
La dicitura "allevamento in batteria
non ammesso in Svizzera" è già obbligatoria
per la vendita di uova estere importate
nel nostro paese e prodotti in questo
modo.
- l’iniziativa parlamentare
(07.417) depositata il 23 marzo 2007
dall’ex CN zurighese Barbara
Marty Kälin (che purtroppo non è stata
rieletta nel 2008) che chiede in particolare il
divieto di transito di animali vivi
destinati al macello, sostenuta
il 2 novembre 2007 dal CN, respinta
il 21 gennaio 2008 dal CS e sostenuta
nuovamente il 27 giugno 2008 dal CN, è stata
poi sostenuta dal CS il 14 ottobre
2008.
Il 25 maggio 2008, il cantone di San
Gallo aveva a sua volta depositato
un’iniziativa cantonale (08.315)
per il divieto di transito
in Svizzera degli animali da macello.
Vi sono altri oggetti tuttora
in corso di trattamento. Si tratta
in particolare di:
- l’iniziativa
popolare (08.036) "Contro
i maltrattamenti verso gli animali
e per una loro migliore protezione
giuridica (Iniziativa per
l’istituzione di un avvocato
della protezione degli animali)" depositata
il 26 luglio 2007 dalla PSA (STS).
Nel suo messaggio del 14 maggio 2008
(FF 2008 3883), il Consiglio federale,
tramite Pascal Couchepin, ha severamente
respinto l’iniziativa, rifiutando
addirittura di opporle un controprogetto.
Il CN ha anche respinto l’iniziativa
del 23 gennaio 2008, ma auspica opporle
un controprogetto indiretto. Il CS
deve ancora pronunciarsi ma tutto
sta ad indicare che dovranno passare
ancora molti anni prima che il popolo
svizzero possa pronuniciarsi in votazione.
- la mozione (08.3154) del CN sangallese
Lukas Reimann (Partito UDC/SVP) depositata
il 19 marzo 2008, sull’obbligo
di dichiarare la carne di animali uccisi
ritualmente. Il 30 maggio
2008, il Consiglio federale ha proposto
di respingere la mozione. L’oggetto
sarà prossimamente trattato
dal CN.
- la mozione (08.3675) sull’obbligo
di dichiarare le pellicce, depositata
il 3 ottobre 2008, dalla CN zurighese
Tiana Angelina Moser (Partito verde
liberale/GLP).
Lo stesso giorno, è stata depositata
un’interpellazione (08.3704)
dalla CN dell’Argovia Pascale
Bruder (Partito socialista/SP) che
chiede Trasparenza e dichiarazione
da parte dell’industria della
pelliccia.
Purtroppo diverse azioni a
favore degli animali sono state respinte:
- il 24
ottobre 2008, il CN ha rifiutato
di dar seguito alla petizione (08.2017)
depositata dall’AGSTG che chiede il
divieto degli esperimenti sulle scimmie.
Anche il CS aveva rifiutato di
dar seguito alla petizione il 2 ottobre
2008.
Anche l’iniziativa parlamentare
(06.464) depositata il 5 ottobre 2006
dalla Consigliera nazionale di Basilea
campagna Maya Graf (Partito Verde/GPS)
che chiede il divieto dell’utilizzazione
di primati negli esperimenti su animali
che generano sofferenze medie o gravi era
stata respinta il 20 dicembre 2007
dal CN con 103 “no” e 68 “sì”,
risultato molto deludente. Il risultato
delle votazioni aveva chiaramente indicato
due schieramenti: i partiti favorevoli
a questa iniziativa erano i Verdi,
i Verdi liberali della frazione PDC,
il PEV ed il PS. Il Partito Radicale
e l’UDC hanno votato contro.
Alcuni loro membri si sono astenuti
(7).
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Azioni portate avanti dalla
protezione degli animali in partenariato
con eletti politici
Per indire
un’azione sotto la
cupola federale, è obbligatorio
il concorso di un eletto politico,
unico ad avere la possibilità di
accedere al Palazzo federale e sottoporre
un oggetto nel Consiglio in cui è eletto
(Consiglio nazionale o Consiglio degli
Stati). In questo senso, gli organismi
di protezione degli animali hanno diverse
possibilità.
Possiamo
avvalerci di un lobbysta
Autorizzato ad entrare nel Palazzo
federale, la sua attività (generalmente
retribuita) consiste nell’avvicinare
gli eletti e sensibilizzarli sugli
oggetti sottoposti durante le sessioni
parlamentari. Ha inoltre accesso
a certe informazioni che possono
consentirci di agire prima che un
oggetto sia trattato.
Possiamo partecipare al Gruppo
Parlamentare di protezione degli
animali
In seno ai due consigli, operano
gruppi parlamentari che raggruppano
eletti a dipendenza delle loro affinità politiche
oppure su una tematica precisa. I gruppi
procedono all’esame dei diversi
oggetti prima che vengano sottoposti
alle camere federali. |