Cronistoria
della mozione “Divieto di importazione
dei
prodotti derivati dalla foca”
La mozione 08.3432 del Consigliere
nazionale zurighese Ruedi Aeschbacher « No
al commercio di prodotti derivati dalle
foche massacrate in Canada » viene
depositata il 13 giugno 2008.
La tematica genera subito una polemica
in seguito alla diffusione di nuove immagini
che mostrano l’uccisione di questi
animali. Il testo richiama segnatamente
che « tra 200 000 e 300 000
cuccioli di foca sono uccisi ogni anno
in Canada, il più delle volte
in modo abominevole. Il governo canadese
ha fissato il contingente di caccia autorizzato
per quest’anno a 275 000 animali.
Ha parzialmente ceduto alle pressioni
internazionali accettando che gli animali
siano uccisi in modo un poco più "umano".
In altri termini, gli animali uccisi
a coltellate o mazzate devono essere
dissanguati sul posto per non essere
squartati quando sono ancora in vita.
Questa prescrizione non è stata
applicata, nè controllata nè rispettata
in modo sistematico ».
La mozione viene adottata dal Consiglio
federale il 10 settembre 2008 e dal Consiglio
nazionale il 3 ottobre 2008. Viene poi
trasmessa al Consiglio degli Stati per
approvazione (ogni oggetto presentato
all’uno o l’altro dei Consigli
deve obbligatoriamente essere approvato
dalle due camere federali).
La
Commissione della scienza, dell’educazione
e della cultura del Consiglio degli
Stati (CSEC-CE) esamina la mozione
alle fine del 2008. Se la commissione
dichiara di « condannare
i metodi crudeli utilizzati nella caccia
alle foche », rifiuta
però la
mozione, dichiarando che « fa
parzialmente capo ad argomenti inesatti
e non possiede una conoscenza corretta
della situazione giuridica attuale ». Ritiene
che questa caccia che « è alla
base stessa della vita di certi abitanti
delle regioni polari » è « necessaria
alla regolazione delle specie »,
ed il suo divieto « non è difendibile ».
Per questi motivi, la commissione preferisce
assoggettare questo commercio « a
regole severe in termini di protezione
degli animali ».
La commissione respinge la mozione,
ma ne deposita una nuova (09.3355)
il 30 marzo 2009 intitolata «Regolamentazione
relativa al commercio di prodotti derivati
dalla caccia alle foche».
La mozione incarica il Consiglio federale
di « modificare le basi
legali in modo che l’importazione,
il transito, il commercio ed il trattamento
di prodotti derivati da foche siano
vietati in Svizzera, nella misura in
cui tali prodotti non provengono da
una caccia autorizzata e controllata
dallo Stato e si è svolta palesemente
nell’osservanza delle norme applicabili
alla protezione degli animali ».
Il 20 maggio 2009, il Consiglio federale « saluta
l’orientamento difeso dalla mozione »,
che « esige una regolamentazione
più pragmatica » rispetto
alla mozione 08.3432 del consigliere
nazionale Aeschbacher. Il Consiglio
federale sottolinea che « il
divieto globale del commercio a base
di prodotti di foca attualmente all’esame
dell’Unione (UE) è contestato
in seno all'OMC ».
Il 17 luglio
2009, il Parlamento europeo adotta
una normativa che vieta l’importazione
di prodotti derivati dalla foca nell’UE,
tranne i prodotti derivati da una caccia
tradizionale praticata dalle comunità inuite
ed indigene a fini di sussistenza.
La CSEC-CE ritira la sua mozione 09.3355,
per poi depositarne un’altra
(09.3739) il 27 agosto 2009 intitolata « Regolamentazione
relativa al commercio di prodotti derivati
dalla caccia alle foche ». Questa
mozione riprende il contenuto della
precedente, aggiungendovi però una
disposizione che prevede la presa in
conto degli accordi bilaterali con
l’UE. La mozione è adottata
il 24 settembre 2009 dal Consiglio
degli Stati, che la trasmette al Consiglio
nazionale.
La CSEC-CN la respinge all’unanimità il
5 novembre 2009. Nei suoi considerando,
la commissione ritiene appropriata
la regolamentazione del Parlamento
europeo e sostiene le disposizioni
emanate. Ritiene che la legislazione
svizzera debba orientarsi nella stessa
direzione dell’UE non solo per
garantire la salvaguardia delle foche,
ma anche per evitare che la Svizzera
diventi, data la sua situazione geografica,
una piattaforma di commercio dei prodotti
derivati dalla foca in Europa. Per
questi motivi, la CSEC-CN deposita
una nuova mozione (09.3979) intitolata « Divieto
di importare prodotti derivati dalla
foca ». Incarica il Consiglio
federale di modificare le basi legali,
conformemente alla nuova legislazione
adottata dall’UE.
Il 13 gennaio
2010, il Consiglio federale propone
di respingere la mozione 09.3979
della CSEC-CN, sostenendo che la
legislazione adottata dall’UE è oggetto
di una denuncia presentata presso l’OMC
dal Canada (2 novembre 2009) e dalla
Norvegia (5 novembre 2009).
Il Consiglio federale si dichiara invece
disposto ad accettare la mozione 09.3739
della CSEC-CE, « che
contribuirà a conseguire l’obiettivo
di una caccia rispettosa delle foche
tramite provvedimenti che ostacoleranno
in misura minore il commercio ».
Il 29 settembre 2010, in seguito ai
pietosi interventi della Consigliera
federale Doris Leuthard e del Presidente
della CSEC-CE Theo Maissen, che brandivano
la minaccia di un’ipotetica denuncia
del Canada e della Norvegia presso
l’OMC contro la Svizzera, il
Consiglio degli Stati respinge la mozione
09.3979 della CSEC-CN con 19 voti contro
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