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Giugno 2014 - Stati Uniti

Fine delle pubblicità menzognere per L'Oréal

Le autorità americane hanno ritenuto che le pubblicità di L’Oréal che vantano le proprietà antiinvecchiamento « scientificamente provate » delle sue creme di marche L’Oréal e Garnier sono una truffa.

L’accordo finanziario firmato il 30 giugno 2014 con la Commissione federale del Commercio (FTC), principale autorità americana della concorrenza, permette a L’Oréal di evitare azioni penali per pubblicità menzognera. Le pubblicità affermavano che la stimolazione dei geni generata dai suoi prodotti garantisce « una pelle visibilmente più giovane in soli sette giorni ».
« Sarebbe bello se i cosmetici potessero modificare i nostri geni e farci tornare indietro nel tempo. Ma L'Oréal non è riuscita a dimostrare le sue affermazioni », commentava Jessica Rich, una delle responsabili della FTC.

L’Oréal già condannata due volte in Svezia per gli stessi motivi

Nel dicembre 2010 la giustizia svedese aveva già condannato una prima volta il fabbricante a cessare di divulgare affermazioni fallaci sugli effetti benefici delle sue creme antirughe di marca Vichy, L’Oréal e Garnier, sotto pena di vedersi infliggere una multa di un milione di corone svedesi (circa CHF 150'000.-). Le pubblicità vantavano la proprietà di queste creme di ridurre le rughe del viso o di ridare alla pelle la capacità di rigenerarsi.
Nuova condanna per L’Oréal nel marzo 2013 per non aver posto termine alle sue pubblicità menzognere, e nuova minaccia di vedersi infliggere una multa di un milione di corone.

Ogni anno, L’Oréal spende circa il 30% del suo fatturato in pubblicità, ciò che nel 2012 superava i CHF 8 miliardi. Indubbiamente la multa prevista dalla Svezia ha fatto tremare L’Oréal che dunque rinuncerà in futuro a mentire ai consumatori.


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News

Febbraio 2016

Test su animali per i prodotti cosmetici prossimamente vietati in Corea del Sud

La Corea del Sud mira al divieto di tutti i test sugli animali per la fabbricazione di prodotti cosmetici nel 2018. Il divieto riguarderà sia i prodotti finiti che gli ingredienti che entrano nella composizione dei prodotti.
Questo tipo di divieto per il momento vige soltanto in seno all’Unione europea, in Israele, Norvegia e Nuova Zelanda.

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