Lancio della petizione contro il consumo di cosce
di rana
« No
grazie, Non nel mio piatto! »
Un miliardo. Tanti sono
i batraci catturati ogni anno nel loro ambiente naturale
per il consumo umano. Se la Francia e gli Stati Uniti
ne sono i principali importatori, tra 8 e 10 milioni
di rane alimentano il mercato svizzero, in provenienza
da Indonesia e Turchia. La più grossa
quantità è consumata in Svizzera romanda.
Cacciate di notte, le rane sono catturate con reti
o ganci, ammucchiate a centinaia in sacchi. Molte muoiono
durante il trasporto. Saranno comunque state più fortunate
delle loro congeneri tagliate a pezzi vive. Separati
dalle zampe, i tronchi sono gettati in secchi in cui
gli animali agonizzano per diversi minuti.
Il 90% delle cosce di rana importate in Svizzera provengono
dall’Indonesia e sono consegnate congelate. Con
una produzione annua di 5'000 tonnellate, l’Indonesia è il
primo esportatore mondiale. Il prelievo di una tale
quantità di batraci genera un grave squilibrio
ecologico, senza che però nulla sia fatto non
fosse altro che per limitare le catture. La proliferazione
di insetti, vettori di malattie, si ripercuote negativamente
sulla salute di popolazioni e colture che pertanto
necessitano un consumo sempre più intensivo
di insetticidi.
Chiunque
può firmare la petizione, senza restrizioni
di età nè di nazionalità.
Termine
di raccolta delle firme: 31
maggio 2011 |